Una lacuna colmata: durante la prossima BlogFest organizzata a Riva del Garda dal solito giro di bloggers mediatici, tra panel dal titolo "industries meets the blog revolution" (il tocco pisquano: sarebbe meet senza esse) e cerimonie di premiazione dei Macchianera Blog Awards (doppio uau ancora?), ci sarà spazio anche per un BarCamp a Rovereto, una quindicina di chilometri più in là rispetto a Riva.
Per quel poco che ne so, il posto giusto per un BarCamp.
Stasera a Trento, l'austera e burocratica Trento, si fa la notte bianca. A Rovereto, la socievole e zuzzurellona Rovereto, no.
E se Mark Penn avesse ragione?
Il dubbio mi è venuto pensando alla torcia olimpica. Fino a pochi anni fa era un evento che interessava al massimo qualche assessore comunale o regionale allo sport e pochi altri. Adesso invece la ressa, prime pagine a go go e il Comitato Olimpico Internazionale sta addirittura meditando di interrompere la cosa.
Il Tibet, certo. Ma, a ben guardare, tutto è iniziato con quattro oscuri anarchici roveretani.
AGGIORNAMENTO: per saperne di più sulla torcia olimpica segnalo il bell'editoriale di Lucia Annunziata pubblicato da La Stampa.
Le cose cambiano: messo a suo tempo all'Indice, il filosofo e sacerdote Antonio Rosmini è da oggi Beato.
La totale mancanza dei necessari strumenti filosofico-religiosi impediscono a chi scrive un parere anche vagamente compiuto sul contributo rosminiano*. Un appunto di tipo storico sulle cause della morte del filosofo, grazie ad articoli apparsi su L'Adige e sul supplemento locale del Corriere, invece sì: pare ormai assodato che si tratti di avvelenamento.
Sarebbe avvenuto nel corso di una cena che il filosofo, tornato nella natia Rovereto dopo sette anni di assenza, consumò presso i Bossi Fedrigotti. Su moventi, responsabili, ed eventuali mandanti - c'è anche chi vede nella successiva nobilitazione dei Bossi Fedrigotti uno sdebitarsi imperial-regio - esistono solo ipotesi.
Per chi è di Trento, comunque, ed ha sempre diffidato della creatività, anche culinaria, dei vicini, un'ulteriore conferma.
* al limite, par di intuire una via peculiare al Paradiso: "santo subito? no, beato dopo".
Per la lista Bindi si ritiene che possa conquistare almeno un seggio in ogni collegio e forse due a Rovereto dove è considerata molto forte.
Così si conclude l'articolo che, a pagina 22 del numero di oggi de L'Adige, tratta delle liste locali per le primarie del partito democratico.
I dubbi di Eccardo e momyone, che intravvede qualche similitudine con il "varesotto", mi spingono a una puntualizzazione sul "roveretano".
Allora, Rovereto, nella piccola provincia dove sono nato e cresciuto - ché poco tempo fa mi sono stupito a scoprire che tra Bari e Lecce ci sono un paio d'ore di strada, qui considerata una distanza enorme -, è il contrario di Trento, da sempre sede del potere locale, politico ed ecclesiastico.
In base ad una logica strettamente roveretana, gli abitanti di Trento sono quindi naturalmente ossequiosi con il potere, mentre a Rovereto sono quindi naturalmente liberipensatori. Su questa base, nell'autoproclamata piccola Atene del Trentino si è venuto sviluppando nel tempo un pensiero libero da tutto. Ma da tutto tutto. In sintesi, per un "roveretano" l'importante è spararla - o farla - grossa.

Secondo voi di dove è esattamente la ragazza mora, "trentina" per l'articolo del Corriere, che a villa Certosa si è seduta sulle ginocchia del losco Berlusca?
Il coro Sant'Ilario di Rovereto occupa il palco dell'Ariston per duettare, si fa per dire, con Antonella Ruggiero.
Pippo Baudo, molto preso dal messaggio umanitario della canzone, non li fila nemmeno di striscio.
L'azienda di soggiorno commercializza un prodotto, il Trentino, che non esiste. C'è Trento, ci son le valli e c'è Rovereto. Delle valli, magari, parlo un'altra volta.
Nel cliché Trento e Rovereto formano una specie di ying e yang da polenta. Qui si studiava il tedesco, là molti sceglievano il francese, per dire. E va ben che adesso è inglese per tutti, ma che quella baracconata della fiamma olimpica sia stata presa sul serio proprio da un gruppetto di anarchici roveretani, torna. Che si siano fatti prendere dopo pochi metri, anche.
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Foto di testa: caporaleReyes