Balcani, marzo 1999: gli Stati Uniti e gli alleati della NATO per difendere la causa secessionista del Kossovo, provincia serba, e in generale i diritti umani bombardano la Jugoslavia per tre mesi di fila*.
Caucaso, agosto 2008: la Russia per difendere la causa secessionista dell'Ossezia del Sud, provincia georgiana attaccata dall'esercito di Tbilisi, e in generale i diritti umani bombarda la Georgia.
* per inciso l'allora presidente del consiglio D'Alema definì l'impresa un intervento spartiacque.
AGGIORNAMENTO: potevano André Glucksmann e Bernard Henry Lévy, di fronte a una faccenda seria, evitare di scrivere la pisquanata d'occasione? No.
Chi ci riesce è bravo.
Il caso Alitalia, per esempio. Sul nuovo piano di salvataggio, doppio degli esuberi previsti da AirFrance e fusione con AirOne per spuntare maggior forza contrattuale sul mercato italiano, insomma, molto probabili biglietti più cari, la minoranza parlamentare rimane silenziosa. L'opposizione vien fatta da RyanAir.
E i rifondaroli? Il leader carismatico bombarda in allegria il governo più di sinistra della storia italiana e alle elezioni successive il partito resta fuori dal Parlamento; ti aspetteresti, non dico qualche rurale inseguimento con il forcone, ma una contestazioncella, un fischio, un qualcosa. Lo applaudono commossi.
Voti alla Presidenza della Repubblica un ottuagenario, si vede che settantenni all'altezza non ce n'erano, sessantenni nemmmeno, e va bene. Qualche accenno allo stato di salute dell'uomo nel corso del settennato dovresti però averlo messo nel conto. Lo fa Grillo, a suo modo, e il veltroniano Tonini la butta sul bon ton ("pessimo gusto!", "insulto!").

Ivica Dacic. Photo courtesy of B92
Mentre in Italia Del Turco è in galera, i compagni del partito socialista serbo, quello fondato e presieduto per qualche mese anche da morto da Slobodan Milosevic, sono tornati al governo. Guidati da Ivica Dacic (classe '66; il noto Scalfarotto è del '65, per capirsi), forti del 7,5% ottenuto alle elezioni di maggio, che li aveva resi l'ago della bilancia, dopo un po' di melina con i radicali ultranazionalisti e i conservatori hanno messo assieme una coalizione con i filo-occidentali. Va a finire che ce li troviamo nell'Internazionale Socialista, magari a far compagnia a D'Alema e i suoi.
AGGIORNAMENTO 21.7.08: hanno preso Karadzic.
La legge Robin Hood sarà modificata*.
* a proposito di modifiche, interessante anche il piano di "salvataggio" di Alitalia (cinque-seimila esuberi e, vai, "nessuno può pensare di far finta che non sia successo niente e ripartire dal Sogno del Hub Padano").
"Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlano troppo, che da statista."
Il linguaggio impiegato da Antonio Di Pietro riguardo le conversazioni tra Berlusconi e Saccà recentemente rese note è stato definito "da osteria". Sono d'accordo, in un sushi bar si sarebbe detto "lenone".
Maggioranza catanese*.
* la maggioranza bulgara, ammettiamolo, è ormai obsoleta.
Dopo "non ci son più le mezze stagioni" e "ormai nei condomini non ci si saluta nemmeno", eccone uno nuovo: quando menano i nazi, a Roma come a Verona, la politica non c'entra. Mai.
Dopo un'analisi approfondita e senza sconti delle cause della sconfitta elettorale, Rifonda mette a punto la strategia: si parte da una bella petizione per la grazia ad Annamaria Franzoni (già star di Porta a Porta).
* ma quale svolta, a ripensarci un attimo, Bertinotti a Porta a Porta c'era scritto e dipinto.
E allora? Che cosa devo fare?
Vuoi che mi metta una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?
[Eelst - "Servo della gleba"]
Perplessità nel piddì di fronte al decreto salva Rete4.

Foto courtesy of LaStampa.it
Sarò uno snob elitario e de sinistra, o peggio, ma a me le immagini del campo rom messo a fuoco in quel di Ponticelli un certo brivido di disagio l'hanno dato.
Detto che la scelta di Mara Carfagna come Ministro delle Pari Opportunità ha un suo fascino beffardo, risposta berlusconiana alla ministra della Difesa spagnola, aggiunto che dei componenti del nuovo governo avremo tempo cinque anni per parlarne, questo è il momento per ricordare due protagonisti dei vari totoministri, rivelatisi a loro riguardo più falsi di un exit poll: Lucio Stanca e Michela Vittoria Brambilla. Così va la vita.
Personalmente sono più a favore che contro (un argomento complesso, come quasi tutti del resto, ma se dovessi essere sintetico: sì, hanno fatto bene).
La questione è affrontata in modo parecchio articolato in un post di Mantellini con cui concordo in pieno.
Se si votava Rosy Bindi, anziché il bolsissimo Uòlter**, come minimo Alemanno non faceva il sindaco di Roma. E poi si faceva più bella figura, vuoi mettere, un segretario di partito donna, una cosa quasi zapateriana.
* commento elettorale (il titolo non è granché, scritto in un momento di irritazione).
** il-principale-esponente-dello-schieramento-a-noi-avverso; ma dai!
AGGIORNAMENTO: stamattina a Radio Radicale un'analisi insolitamente penetrante e convincente di Pannella: sarebbero stati gli elettori dipietristi a votare, senza organizzazione, ma per spontaneo moto del cuore, il giustizialista Alemanno al Comune e Zingaretti (PD) alla Provincia.
Per il commento sui risultati elettorali viene adottato uno stratagemma non particolarmente brillante né innovativo: le pagelline ai principali candidati premier. Portate pazienza. Nel dare i voti si è cercato di dimenticare le simpatie (e antipatie) politiche. Che ci si sia riusciti è un altro paio di maniche.
Silvio Berlusconi: 8.
Un uomo d'affari, dicono, parte dal presupposto che tutto e tutti abbiano un prezzo. Se è così ci ha preso. Impostata la campagna su due temi due (le tasse da ridurre e gli immigrati da controllare), senza neanche forzare troppo i toni sui "comunisti", ha messo assieme con un paio di telefonate una lista nuova con chi, fino a due mesi prima, lo criticava aspramente. La lista ha guadagnato voti e la coalizione ha vinto con un largo margine. Resta da vedere se il grande successo della Lega sarà più d'aiuto o più d'intralcio.
Uòlter (chi sarà stato il primo a chiamarlo così? vallo a sapé) Veltroni: 6.
Dipinto come "il grande comunicatore", ha messo in lista Calearo e Colaninno. Ma se davvero voleva maggiore credibilità e qualche voto in più al Nord bastava dire al governatore, nonché commissario straordinario ai rifiuti campani, Bassolino: "e vattinne, va!" (sottinteso tacito: la Campania è una parte d'Europa e in Europa chi gestisce miliardi per l'emergenza un minimo di risultati li deve raggiungere). Alla fine s'è tenuto i suoi voti, guadagnandone a sinistra e perdendone qualcuno al centro e con l'alleato Di Pietro, col paradosso di avere un elettorato di sinistra e una piattaforma moderata. Difficile dire se, nelle condizioni date, il suo risultato sia un successo o un fallimento.
Pierfurby Casini: 7.
Han cercato di fargli la pelle, politicamente, in tutti i modi; chi invitando ogni giorno al voto utile e indicando lui, nome e cognome, come il responsabile degli eventuali scostamenti dai risultati promessi nella stagione 2001-2006, chi non filandolo nemmeno di striscio. E invece no, presente in tutti i talk show, faccia incazzosa e giugulare tesa, ad ammonire contro i rischi del "Veltrusconi", s'è tenuto stretto un cinque e rotti per cento, credo per metà suoi e per metà sottratti all'ex Margherita. Forse un risultato inutile, forse strategico, sarà il futuro a dirlo.
Fausto Bertinotti: 4.
Ha fatto entrare i suoi nella maggioranza Prodi nel ruolo dei carabinieri, a controllare che quei gaglioffi di riformisti non facessero qualcosa di sbagliato. Non c'è stato praticamente giorno in cui, alla fine di una riunione di governo, o anche prima, i Ministri della Sinistra più pura non si producessero in distinguo, critiche, veti. E così, sempre sul pezzo, giorno dopo giorno, hanno raggiunto due grandi obiettivi: strapazzare l'anima ai teorici alleati e diventare poco credibili presso l'elettorato di riferimento.
Daniela Garnero Santanché: 5.
La fusione di Alleanza Nazionale col plutocrate le offriva un teorico spazio di manovra. In realtà stare più a destra di Popolo della Libertà e Lega è compito difficile (che diavolo proponi, i littoriali?) e, nonostante l'impegno mediatico, non ha raccolto molto di più dello standard messo assieme negli ultimi anni dalla complessa nebulosa ultradestra. Fuori dal Parlamento, a forte rischio le presenze a Porta a Porta e a Otto e Mezzo, resta il Billionaire.
Forse ci siamo liberati di Bertinotti.
* non ci sentiamo tutti un po' così, del resto?
Nel corso di questa campagna elettorale, a seconda dei casi per minuti, ore o addirittura giornate intere ho pensato di poter dare il voto all'Italia dei Valori, al Partito Socialista, alla Sinistra Arcobaleno e all'Unione di Centro. L'astensione invece no, quella non l'ho mai considerata davvero. Quel che si dice un uomo deciso.
Alla fine voterò per il Partito Democratico.
Sarà un voto senza entusiasmo, con una virtuale molletta sul naso, e i motivi sono talmente tanti che non provo nemmeno a elencarli, ma dal punto di vista programmatico ci siamo abbastanza, l'idea di andar da soli, o quasi, è buona e poi mi pare una scelta razionale per contrastare una destra da cui io, lavoratore dipendente senza particolari paturnie identitarie, non mi aspetto niente di buono.
E poi gli altri mi convincono ancora meno, l'Italia dei Valori che candida nel Lazio la portavoce di quella associazione dei genitori di Rignano Flaminio al centro di una storiaccia di malagiustizia, il Partito Socialista che propone più o meno le stesse cose del Partito Democratico, con giusto un accento in più sulla laicità, ma senza speranza di raggiungere il quorum, la Sinistra Arcobaleno che è più coraggiosa sulle questioni sociali e ambientali, ma, lo si è appena visto, priva della cultura per governare e con un candidato premier umanamente insopportabile, l'Unione di Centro che propone il candidato premier più antiberlusconiano che c'è, ma, vista da qua, mettere in lista Cuffaro sembra un po' peggio del reggere le brache a 'o guvernatore. Bon, ho deciso.
Image courtesy of USA Today
All'inizio della nona serie di Dallas, Bobby, fratello buono del fetentissimo GeiAr (mio cognato, insegnante, assicura di avere avuto un'alunna di nome Suele, proprio così: Suele), viene investito da un'automobile e passa ai più.
Poi, com'è, come non è, un po' l'attore che interpretava il fratello buono non trova ruoli interessanti, un po' gli ascolti della soap si ammosciano, alla fine una soluzione si trova: il ritorno di Bobby*. Che una mattina esce tranquillo dalla doccia di casa.
Si verrà poi a sapere che l'intera nona serie di Dallas è stata un lungo sogno della mancata vedova.
Ecco, anche la faccenda della cordata italiana per Alitalia è, pare, un sogno.
* special thanks a Regina dei Tucani per avermi ricordato questo fondamentale momento della cultura pop.

Ho fatto anch'io il test di openpolis.
Ed è vero che sono dibattuto e tentato dal voto inutile. Ma anche stavolta, lo so già, alla fine mi comporterò da ex ragazzo posato e ragionevole.
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Milorad Cavic è stato escluso dai Campionati Europei di nuoto in corso in Olanda per avere indossato una t-shirt con la scritta "Kosovo è Serbia" prima e dopo la finale dei 50 metri delfino (da lui vinta).
Controcorrente, l'idea de la Sinistra l'Arcobaleno di candidare Dijana Pavlovic, serba e rom.
Però l'hanno messa all'ottavo posto della lista in Lombardia, dove due anni fa la sinistra radicale ha fatto cinque deputati (tre rifondaroli, e uno ciascuno verdi e dilibertiani). Il Parlamento può attendere.

Image courtesy of La Stampa
E per quanto l'atto scandalizzi i benpensanti di centrosinistra, come me e la grande parte dei lettori di questo blog, elettoralmente verrà premiato. Ne sono sicuro.
E anche Oliviero Diliberto non ci sarà, nel prossimo Parlamento.
Qui in periferia non ci si fa mancare niente e abbiamo un caso più o meno simile: Marco Boato. Tempratosi alla politica nelle assemblee del Sessantotto trentino, ex cristiani per il socialismo, ex lotta continua, ex partito radicale, fra i fondatori dei verdi, il Nostro vanta una vita parlamentare iniziata nel 1979. Una battuta d'arresto nel 1983 e poi non s'è più perso un'elezione. Col maggioritario è stato per due legislature deputato del collegio di Rovereto, mentre l'ultima volta è entrato alla Camera per una manciata di voti grazie al premio di maggioranza.
Ci avrebbe provato anche stavolta, il vecchio Marco, cercando appoggi in sede nazionale per un posto da capolista nella Sinistra Acobaleno. Ma il veto dei rifondaroli locali è stato decisivo. L'ha poi presa con sportività, bisogna dire.

Cernica, Kosovo, il presidente serbo Boris Tadic sulla tomba di Milos Petrovic ucciso nel 2000 a 4 anni da estremisti albanesi kosovari. Foto B92.
Il Kosovo sì, oggi si è auto-dichiarato indipendente e qualcuno di sicuro lo riconoscerà.
Solo pochi movimenti secessionisti hanno potuto contare su bombardamenti umanitari della NATO.

Mutandoni. Image courtesy of Valle Soana
* maggioranza sexy courtesy of Romano Prodi.
Lady Mastella se la spiega così: un complotto anti-cattolico. Visto che c'era poteva prendersela anche con le imprese del nord est, un argomento che tira sempre.
Da compropietario delle azioni in questione, dopo aver letto che Air France-KLM offre 0,35 e Air One 0,01, lascio agli atti la mia opinione: dell'italianità di Alitalia non me ne frega un beato tubazzo.
Diciamocelo, hanno cacciato Prestigiacomo e Carfagna soprattutto perché molto gnocche*. Che siano di Forza Italia è secondario.
* chi non ha conosciuto l'estetica femminista anni Settanta, zoccoli da olandesina, gonnelloni a fiori, ascelle boscate e prodotti cosmetici nature, non può capire.

Image courtesy of The Quest Team, Inc.
Rivitalizzare il prodotto per far fronte al calo dei profitti (politici). Lo si insegna nei corsi di marketing.
Se la mossa riesce a convincere e fidelizzare il segmento di mercato di riferimento, buon per lui. Ci cascherà anche la concorrenza, prestandosi a joint ventures spericolate? Credo di no. Succedesse, peggio per lei.
Ieri sera in tv Ritanna Armeni ha riconosciuto Daniela Santanché come sua pari, "femminista di destra"; lei che è una "femminista di sinistra". Un solo appunto, tra sorelle: la mancanza da parte di Daniela di un atteggiamento più severo verso i maschi, che vanno "educati".
Devo dirlo? Mi è sembrata una grande stronzata.
Nota di costume: a rappresentare la destra ufficiale nei confronti di Storace e Santanché han chiamato un giovanotto in maglione a dolcevita.
(...) Dalla primavera dell’anno scorso l’Italia ha un governo, scelto dagli italiani per la durata di cinque anni, che è stato messo in questione quasi fin dal primo giorno: non dagli elettori tuttavia, ma da un capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi, che il giudizio delle urne non l’ha mai accettato e che ogni sera da diciotto mesi annuncia a televisioni e giornali la fine di Prodi: prima negando i risultati, poi denunciando brogli, poi intimidendo i senatori a vita, poi appellandosi al cattivo umore della gente, in dispregio costante dei dettami costituzionali. Una strategia di delegittimazione del tutto anomala, ma che molto rapidamente è stata banalizzata e fatta propria da tutti coloro che fanno opinione, essenzialmente giornali e televisioni pubbliche oltre che private. (...)
Un passo della lettera di Barbara Spinelli al direttore del suo giornale, La Stampa. Questo passo e tutto il resto della lettera mi trovano molto d'accordo.
Per chi volete, ma votate.
PS: dite che utilizzare questo giochetto è parecchio, come dire, naïf? Forse avete ragione, ma tanto vale; per i dibattiti seri sono più bravi gli altri.