Tempo una giornata ed han fatto il sito sull'arrivo della 100 metri farfalla maschile alle Olimpiadi in corso.
Ero davanti alla tv, quella mattina in cui Phelps ha ottenuto la settima delle sue otto medaglie d'oro, e il dubbio del trucco m'era venuto. Ho letto poi sul Corriere che Omega, l'azienda che cura cronometraggi e ordini di arrivo a Pechino, sponsorizza Phelps ed è diventato qualcosa di più di un dubbio.
IN BUONA COMPAGNIA: "quantomeno sospetto" il risultato della gara secondo il giornalista Maurizio Crosetti.
Oggi è l'otto dell'otto del duemilaeotto (08.08.08)* e per il momento non è successo praticamente niente**.
* se ne è accorta mia figlia guardando il biglietto all'uscita dalla piscina.
** vai, l'inaugurazione delle Olimpiadi e qualche cannonata in Ossezia, ma da un numero così ci si poteva aspettare di più.
È l'ultimo programma presentato da Frizzi: sei concorrenti, dilettanti che presentano brevi spettacoli di arte varia, si sottopongono al giudizio del pubblico in sala che ha in mano specie di telecomandi, prima in un'eliminazione diretta, due a due, e poi nella finale a tre. All'americana il vincitore prende tutto, cinquemila euro e gli applausi finali.
Ma il programma lo si vede, segretamente, per i perdenti. Alla proclamazione stanno tutti in piedi su una botola che, per chi non passa, e ci vuole qualche secondo per il verdetto, si apre sotto i piedi con bagno in una piscina sottostante. Mentre la botola si richiude, e il paio di minuti di notorietà sta per finire, molti salutano Frizzi da sotto.
La cosa mi inquieta un po', ma ha un suo fascino da panem et circenses. Numerosi i partecipanti di mezza età, nonostante la prospettiva del bagno sia quasi certa - cinque su sei vanno giù -; le signore in sovrappeso, ce n'è una per puntata, sono praticamente certe di finire subito subito a mollo, che si dedichino al bel canto o che scelgano il repertorio dei Gipsy King; si portano invece bene ballerini e danzatrici, mentre il tipo "estroso sessantenne" supera in genere il primo turno per finire a bagno in finale.
Prendete Fabienne Verdeille, per esempio. Le foto ci riportano una bella donna, le cronache ci dicono di un buon impiego nell'industria televisiva. Avrà avuto possibilità di scelta.
E invece si è messa assieme, e ci ha fatto una figlia*, con uno completamente via di testa.
* in altre circostanza avrei avuto da ridire sul nome scelto, ma fa piacere leggere che le cose vanno meglio e il resto è secondario.
Esa si chiede, e sono curioso anch'io, ma davvero non c'è più monnezza in strada a Napoli e dintorni? Berlusconi ha fatto o' miracolo?
Dopo lo scippo ho trovato in loco qualche fine sociologo, specializzato nell'analisi del Nord, che mi voleva convincere che "al Nord è peggio". Approfitto ora di questo spazio per fare il sociologo del Sud. Tanto, è a gratis.
Per illegalità di massa, a partire dall'apparentemente innocente continua violazione del codice della strada, e per generale degrado urbano, mai mi era capitato di vedere situazioni come quella di Catania.
Eppure, a parlarne con l'élite locale di cultura e comportamenti europei, anche quella emigrata, questi aspetti evidentissimi non escono mai. Ti diranno di una città vivace, di una dolce vita isolana, al limite di elementi di divertente folclore. Persone intelligenti e, di solito, lucide. Come mai?
La spiegazione che mi sono dato è che questa élite, non insignificante per dimensione, ma comunque molto limitata, non ha possibilità di incidere sulla realtà. E allora si è creata una Catania inventata da raccontare a sé e agli altri. Per sopravvivere emotivamente in una città, diciamolo, ché l'ipocrisia non aiuta nessuno, da Terzo Mondo.
L'ultimo giochino per perditempo in rete è Wordle.
Ho provato a buttarci dentro il testo di se telefonando e di teorema ed ecco qui:
Poi mi sono dato un contegno, ho cercato l'infinito (maybe the most beautiful poetry ever written in Italian, ho lasciato scritto) e la nuvola di parole è venuta così:
L'accento del piccolo uomo delle grandi pianure nel dire "capitano!" mi ricorda qualcosa.
* Dersu Uzala un capolavoro e Akira Kurosawa un genio, comunque.
Dalla pubblicità del Blackberry sul Corriere di ieri*:
Non perdo occasione per accrescere il mio business.
Processo gli ordini, dovunque mi trovi.
Cerco i fornitori su Internet mentre mi reco alle riunioni.
E risparmio tutto il tempo necessario per poter seguire i miei progetti personali, come controllare i risultati di calcio.
* oggi non l'ho comprato.
Diciamocelo, al tifoso vagamente di sinistra 'sta squadra di tatuatoni dalle neanche troppo nascoste simpatie ultradestre non è mai piaciuta. Nemmeno quando ha vinto.
Grazie per aver battuto l'insopportabile* rappresentante delle Donne Stronze, la migliore per definizione, la campionessa di quelle per cui se sei maschio hai torto o quantomeno hai qualcosa di cui doverti giustificare.
Vada come vada, Barack, e qui ti si augura che ti vada bene, grazie di cuore.
* [AGGIORNAMENTO] alla fine c'è stato anche il "discorso di concessione", con cui si è guadagnata un commento di Maureen Dowd, Donna Spiritosa, dal titolo Guardala bene, Meryl Streep, lei è una Maestra di recitazione.
Rispetto a un anno fa è cambiato ovviamente il tema, "mercato e democrazia", e l'afflusso è forse leggermente diminuito. Poi non si sono visti i no-Dal Molin, l'anno scorso arrivati con trombe e tamburi per contestare Prodi, quest'anno tranquilli a Vicenza o chissà dove. Anche se il tema similpolitologico mi attraeva meno, come l'anno scorso ho trovato il tempo per seguire qualche incontro:
Daniele Checchi - Parola chiave: merito
Bella relazione, ordinata, ritmata e chiara, su un tema più controverso di quanto si tenderebbe a credere. Dopo l'esame dei principi che porterebbero a premiare il merito e dei problemi metodologici, la presentazione di alcuni dati sulla mobilità sociale intergenerazionale e sulla meritocrazia delle classi dirigenti. Da cui escono conferme e smentite al senso comune; gli Stati Uniti, per esempio, sarebbero molto poco meritocratici, in Italia all'aumentare dell'età aumenta la probabilità di far parte della classe dirigente.
Giuseppe Granieri, Daniele Pittéri - La democrazia è nella rete? I labili confini tra comunità aperte e potere mediatico
Di Granieri, teorico e pratico del blog, avevo letto qualcosa in rete e me n'ero fatto una certa idea. Ho colto la sua presenza nel programma come un segno; dovevo dargli un'altra possibilità: ascoltandolo dal vivo, magari, il giudizio sarebbe potuto cambiare. Non è cambiato: verboso, vago, luogocomunista, il "filologo di formazione", come si è presentato nell'occasione, mi è sembrato un relatore assolutamente perdibile. Il suo compare di tavola rotonda, sociologo dei media, è sembrato avere qualcosa in più da dire, per esempio sull'e-government, ma non ha mai affondato, forse debilitato dalla logorrea dell'altro.
Rohini Pande - Democrazia dal basso verso l'alto
Come mai prima forme di democrazia si stanno espandendo nei Paesi in via di sviluppo. Da questo punto di vista l'India è un laboratorio particolare ed ha consentito alla giovane, a occhio, studiosa di approfondire i due temi affrontati nella relazione: l'efficacia delle quote rosa e le possibilità di controllo degli elettori nei confronti dell'uso delle risorse pubbliche a fini personali da parte dei politici locali. I risultati ottenuti sono incoraggianti: i pregiudizi contrari all'impegno delle donne in politica possono essere superati dall'esperienza, mentre nelle realtà caratterizzate da un più elevato livello di istruzione e informazione le probabilità di un uso personalistico delle tessere di povertà è ridotta.
Andrei Shleifer - Trasparenza e responsabilità
Entrato in sala aspettandomi un intervento su "democrazia nelle imprese", come da guida, mi sono invece trovato ad ascoltare un'ideale prosecuzione dell'intervento di Pande. Poco male, Il relatore, qualche battuta sarcastica pronunciata qua e là con volto impassibile, era comunque il russo di Harvard. E la presentazione della presentata sui sistemi di pubblicità di guadagni dei politici in 126 Paesi e il loro rapporto con i livelli di corruzione è stata interessante. Cosa si è scoperto? Che dove i sistemi di pubblicità della situazione economica dei politici sono più incisivi, riguardando per esempio cespiti, viaggi e regali ricevuti, i livelli di corruzione sono più bassi. Resta il dubbio, che però m'è venuto dopo la fine del dibattito, su quale sia la causa e quale l'effetto.
Per chi interessa, sul sito del Festival è possibile guardare i video di alcuni degli incontri tenuti in questi giorni.
Fuente* è morto, Bobby Fisher è morto, e Woodward va in pensione**.
* José Manuel Fuente Lavandera (Limanes, 30 settembre 1945 – Oviedo, 18 luglio 1996) è stato un ciclista spagnolo. Professionista nel 1970, fu grandissimo scalatore, dalle doti non comuni, che seppero mettere in crisi i grandi campioni dell’epoca, in primis Eddy Merckx. Tuttavia a questa sua caratteristica associava atteggiamenti tattici completamente sbagliati che ne penalizzarono i risultati, insieme al suo punto debole che erano le prove a cronometro. Fonte: Wikipedia.
** ha sessantacinque anni e nel frattempo è un po' cambiato, il vecchio Bob, ma resta nella memoria per tutto quel putiferio fatto sullo scandalo Watergate, nel 1973, quando ce n'aveva solo trenta.
Come prima impressione Twitter sembra un posto dove tutti parlano da soli e, come con i matti, nessuno risponde.
Nella vita reale quelli che parlano da soli, qualche volta accalorandosi, sono perlopiù managers e professionisti che hanno un auricolare blue tooth. Ma uno che parla veramente da solo è il matto del mio quartiere. Un po' perché la sua interiezione preferita è "ma daaaaai", alla lombarda (non il locale "maddai"), un po' perché negli ultimi due anni ha martellato sui disastri del governo Prodi, credevo fosse di orientamento leghista. L'ho incrociato sabato sera di ritorno dalla pizzeria; era scontento come il solito e ce l'aveva con Berlusconi.

image courtesy of Curierùn
In mancanza di altri argomenti*, lo scrivo: ho un debole per Cate Blanchett (per completezza dell'informazione, quello sfocato in primo piano è il premier australiano Ruud).
* gli accessi questa settimana sono aumentati di un tot, ché mi viene il dubbio che qualcuno si sia davvero aspettato il commento post elettorale.
Lo vedi in foto, fa anche la pubblicità delle poltrone Frau, un'aria profonda e pensosa, dicono che è bravo. Ti crei delle aspettative.
L'altra sera guardavo insolitamente Anno Zero - un po' come quando si compra per forza qualcosa ai saldi: non ci si aspetta che Santoro lavori molto in tivù nei prossimi cinque anni - e l'architetto Fuksas sembrava un militare in pensione, genere "che tempi!", pedante e superficiale.
Uno studio dell'Indiana University opportunamente riportato dal Curierùn ha dimostrato cio che avevamo sempre sospettato: "gli uomini capiscono poco le donne".
È che, signore donne, parlate di altri argomenti, per noi sconosciuti. E se una volta per trovare un terreno comune bastava, che ne so, farsi un'infarinatura di cultura zodiacale, avere una vaga idea di come può essere un tipico scorpione o giù di lì, si fa ogni giorno più difficile. Oggi ho sentito citare l'amore karmico.
Domani dovrebbe essere la Giornata Mondiale della Poesia, una forma d'arte che qui si frequenta e si conosce poco (diciamola tutta, quasi niente). Credo però sarete d'accordo che la prosa, da sola, è un po' poco. Nei libri e nella vita.
Perciò, piccolo contributo alla giornata, si riprende questa:
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
L'invito, a chi gli va, consideratela una catena soft, è di fare altrettanto con una poesia a piacere.
Nicolas Sarkozy, pare, ce l'ha fatta: ha impalmato la bellissima Carlà. Bene.
Durante il breve e molto esposto fidanzamento seguito al due di coppe ricevuto da Cecilià, Sarkò aveva raccolto una silenziosa, ma palpabile simpatia maschile. Lo si era percepito, se ho capito bene, come un vindice della stronzaggine della donna occidentale quaranta e qualcosa, e anche cinquanta. Da poco ho scoperto che incontrava un certo favore anche tra le fanciulle.
"Finalmente uno deciso", ho sentito sospirare un'amica una sera.
Un vero presidente bipartisan.
Da un po' di tempo mi ha colpito, e tutte le volte mi fa pensare a quei casi umani in cui i vicini non avevano mai notato nulla di strano, il filmato col giovane gentile e apparentemente padrone di sé che prende il microfono della cassiera per cantare "CRAI CRAI spesa fantastica". E ieri, mentre aspettavo che finisse la pubblicità, ho visto lo spot della Coop e mi è sembrato che anche lì ci sia gente che canta e balla. Nel supermercato.
Forse dev'essere un po' come il cubismo, il futurismo, eccetera; anche la pubblicità ha le sue correnti, diciamo, estetiche.
AGGIORNAMENTO: vitarosa segnala che lo spot dell'energumeno canterino sembra aver lasciato il segno nella blogosfera.
Se ne è andato Bobby Fischer.
Ché, i motivi sono tanti - la guerra fredda, certo, il russo e l'americano, due tipi all'opposto, gli scacchi che sono una cosa un po' particolare, comunque sempre meglio di qualche testata fuori controllo, e forse un aiutino al mito lo ha dato anche la lontana Islanda -, quell'estate, che si tornava a casa dopo pomeriggi di gioco nei cortili e si chiedeva se avesse vinto il nero o il bianco, è rimasta nella memoria di molti.
* forse Dust nell'immancabile necrologio saprà far meglio.
Premessa: il presente non è un lit-blog, anzi, in genere non è nemmeno un blog molto serio, ma le lettere sono una rispettabile fonte di diletto e ogni tanto un po' di serietà ci vuole.
Il settimanale francese Le Nouvel Observateur è stato condannato per aver diffamato Peter Handke. Bella notizia. La condanna colpisce infatti un periodico che si è distinto in una più ampia* campagna denigratoria contro lo scrittore austriaco, narratore attento e sensibile, mai domo nel contestare le verità ufficiali sui Balcani e i bombardamenti umanitari della NATO nel 1999.
* mentre, per dire, il noto Bernard Herny Levy su un editoriale purtroppo non più online di LePoint aveva sostenuto il bando di tutte le opere del reprobo dai teatri di Francia, non è mancato il contributo zelante di filosofici blogger nostrani.
Per poca che sia, sempre bella da vedere.
Particolarmente dopo un inverno, come quello scorso, in cui davanti a casa non c'è mai stata.
Tre cosette sul passaggio dall'ADSL Telecom a Tele2:
1. si resta senza ADSL per una ventina di giorni, giorno più giorno meno;
2. il servizio clienti di Tele2 si raggiunge tramite una linea telefonica a pagamento (c'è anche un email sul sito, a dirla tutta, che però risponde alla richiesta di una dritta due giorni lavorativi dopo lamentando che il form era incompleto);
3. il modem acquistato con l'abbonamento di Alice, da verifiche presso il succitato servizio clienti, pare sia inutilizzabile per altri fornitori di accessi internet; bisogna comprarne un altro.
Buon Natale
Lo scrivo qui per tutti, ché sono passate due settimane, l'adsl di Tele2 chissà quando me la sistemeranno, da casa mi collego a 56k e sugli altri blog negli ultimi tempi ci sono passato proprio poco.
Domani 22 dicembre è il Global Orgasm Day 2007.
Considerati gli alti valori morali dell'iniziativa, si tratta della pace nel mondo, mica cotiche, il presente blog, come già l'anno scorso in occasione della prima edizione, invita i lettori ad aderire.
* give-peace-a-chance courtesy of John Lennon.
Adesso che si scopre che in amore la liaison italo-franco va fortissimo* (che persino mia sorella, per dire, una volta in vacanza ha fatto amicizia con un certo Alain, ché poi lui è venuto qua, poi lei è andata là, e poi si sa come finiscono gli amori d'agosto), io non ho niente da raccontare.
Forse quelle poche le ho bloccate con i dibattiti sui baci da darsi sulle guance: tre o due?
* il massimo, a questo punto, sarebbe una bella tresca Berlusca - Edvige Fenech Corinne Clery Edvige Fenech.
AGGIORNAMENTO1: grazie a metalla si chiarisce un equivoco durato anni: Edvige Fenech non è francese.
AGGIORNAMENTO2: inconnuaubataillon inquadra la cosa in una prospettiva storica, nata nel 1948 nell'attuale Algeria, Edvige Fenech è francese.
Tremonti si presenta in maglione dolcevita da Fazio (Fabio), la "cosa rossa" ha deciso che nome darsi (la sinistra - l'arcobaleno, mah), il Calcio Trento perde ancora e io non ci scrivo su un post. Perché?
Perché mi sono fatto ingolosire da una delle offerte che girano in questi giorni, Alice mi ha tagliato la linea e i nuovi non mi hanno ancora collegato la loro.
Ci hanno già buggerato il piacere di estrarre dalla busta e appoggiare sul piatto, per tacere delle copertine, i vecchi 33 giri e un terzo, sostituiti da mp3 players; con questi* ci giochiamo il piacere di sfogliare un libro vero (per tacere del naufragare nel mare di una libreria o biblioteca al momento di scegliere cosa acquistare o prendere a prestito). Per Natale regalate(vi) altro.
* e non ci sono solo i duellanti di YAUB, ma anche il Cybook di Francesco, lettore di ebook antemarcia.
Milano odia: la polizia non può sparare
Roma drogata: la polizia non può intervenire,
Milano trema: la polizia vuole giustizia,
Napoli spara!,
Genova a mano armata
e molti altri.
Mentre i titoli dei giornali sempre più sembrano presi dalla programmazione dei cinematografi negli anni Settanta, un dieci giorni fa sono andato a vedere, in qualità di accompagnatore, Rataouille. Non mi ha entusiasmato.
E comunque, anche stavolta, come e forse più che a Shrek Terzo gli spettatori apparentemente svincolati da impegni genitoriali mi sono sembrati in maggioranza. Sono gli "adulti bambini", mi ha spiegato un cinefilo sull'autobus. Che ci sia un legame tra i due fenomeni (cinema fanciullesco e titolistica, dei quotidiani, cinematografica)?
La settimana scorsa a Cortina d'Ampezzo e altri due comuni del circondario si è svolto con successo il referendum per chiedere il distacco dalla Regione Veneto e il passaggio all'Alto Adige/Südtirol. Fra le motivazioni addotte, l'identità ladina, che unirebbe l'Ampezzano a Gardena/Gherdëina/Gröden* e Badia.
Sarà anche vero, ma a me 'sta storia dell'identità ladina fa pensare al Franz della Val Gardena che, nella canzone di Markus Dorfmann, gestisce un'attività commerciale nel settore delle macchine fotografiche usate. Ottiene il prodotto piazzandosi di prima mattina nei pressi di una cima dolomitica a caso, dove si propone nel corso della giornata come fotografo di gruppo agli escursionisti di passaggio. Che vengono artatamente malconsigliati nel momento di mettersi in posa.
Nel live qui sotto, registrato a Innsbruck, Markus Dorfmann è accompagnato da Sepp Messner Windschnur che, se avessi bevuto un paio di grappe, potrei anche definire il Jacques Brel del Sudtirolo.
* Nellle valli ladine della provincia di Bolzano/Bozen hanno il trilinguismo, niente meno.
Poche storie, nel film Benigni si muove da grande comico. Parecchi gli sketch irresistibili; uno su tutti quando, emozionato dalla vista di Nicoletta Braschi, il Nostro indossa una giacca di tre taglie più larga, per rispondere dopo un po' al telefonino (è il legittimo proprietario della giacca).
Rispetto agli inizi, per i gusti del Vostro blogger, è anche migliorato. Il film in sé, però, sembra messo assieme per forza; la storia d'amore, i sogni, l'Iraq. L'Iraq! Troppo.
* per gli aficionados: sì, il cineforum artigianale ha iniziato l'attività.
Niente di così impalpabile come il tempo. Soprattutto se non hai riferimenti "tuoi" a cui agganciarlo.
Di quand'è la pubblicità in cui Reinhold Messner, dopo salite su per nevai e ghiacciai, beveva una certa acqua minerale? Cinque anni fa? Dieci? O venti? Come potrei dirlo. Rivederlo, comunque, in versione new age, posato e con la barba venata di bianco, ripetere la formula a una specie di regina delle rocce, ha un suo fascino.
Poi, certo, a casa bevo l'acqua del rubinetto.