Come prima impressione Twitter sembra un posto dove tutti parlano da soli e, come con i matti, nessuno risponde.
Nella vita reale quelli che parlano da soli, qualche volta accalorandosi, sono perlopiù managers e professionisti che hanno un auricolare blue tooth. Ma uno che parla veramente da solo è il matto del mio quartiere. Un po' perché la sua interiezione preferita è "ma daaaaai", alla lombarda (non il locale "maddai"), un po' perché negli ultimi due anni ha martellato sui disastri del governo Prodi, credevo fosse di orientamento leghista. L'ho incrociato sabato sera di ritorno dalla pizzeria; era scontento come il solito e ce l'aveva con Berlusconi.
Se si votava Rosy Bindi, anziché il bolsissimo Uòlter**, come minimo Alemanno non faceva il sindaco di Roma. E poi si faceva più bella figura, vuoi mettere, un segretario di partito donna, una cosa quasi zapateriana.
* commento elettorale (il titolo non è granché, scritto in un momento di irritazione).
** il-principale-esponente-dello-schieramento-a-noi-avverso; ma dai!
AGGIORNAMENTO: stamattina a Radio Radicale un'analisi insolitamente penetrante e convincente di Pannella: sarebbero stati gli elettori dipietristi a votare, senza organizzazione, ma per spontaneo moto del cuore, il giustizialista Alemanno al Comune e Zingaretti (PD) alla Provincia.
Sapere della sfilata di moda di carta igienica recentemente tenuta a Lima mi ha fatto tornare alla mente il verso per me più ermetico contenuto in una canzone italiana.
La canzone è ti a-mo (e chie-do per-do-no) in cui, a un certo punto, senza senza se e senza ma l'io narrante si presenta come guerriero di carta igienica. Solo un cenno, la canzone poi prosegue e del guerriero non si sa più nulla.
Ci sono cose a cui mi sono dedicato con più impegno, è vero, ma cosa si nasconda dietro quella misteriosa figura non l'ho mai capito. Voi sì?
Twitter, dall'esterno, mi aveva lasciato perplesso. Una "chat lenta", diciamo.
Ma l'invito di due signore, e che signore, val bene una prova.
Prima cratera ad sitim pertinet, secunda ad hilaritatem, tertia ad voluptatem, quarta ad insaniam.
Il primo bicchiere è per la sete, il secondo per l'allegria, il terzo per il piacere, il quarto per la dissennatezza dimenticare.
L'ho sentita oggi, dovrebbe essere di Apuleio.
Per il commento sui risultati elettorali viene adottato uno stratagemma non particolarmente brillante né innovativo: le pagelline ai principali candidati premier. Portate pazienza. Nel dare i voti si è cercato di dimenticare le simpatie (e antipatie) politiche. Che ci si sia riusciti è un altro paio di maniche.
Silvio Berlusconi: 8.
Un uomo d'affari, dicono, parte dal presupposto che tutto e tutti abbiano un prezzo. Se è così ci ha preso. Impostata la campagna su due temi due (le tasse da ridurre e gli immigrati da controllare), senza neanche forzare troppo i toni sui "comunisti", ha messo assieme con un paio di telefonate una lista nuova con chi, fino a due mesi prima, lo criticava aspramente. La lista ha guadagnato voti e la coalizione ha vinto con un largo margine. Resta da vedere se il grande successo della Lega sarà più d'aiuto o più d'intralcio.
Uòlter (chi sarà stato il primo a chiamarlo così? vallo a sapé) Veltroni: 6.
Dipinto come "il grande comunicatore", ha messo in lista Calearo e Colaninno. Ma se davvero voleva maggiore credibilità e qualche voto in più al Nord bastava dire al governatore, nonché commissario straordinario ai rifiuti campani, Bassolino: "e vattinne, va!" (sottinteso tacito: la Campania è una parte d'Europa e in Europa chi gestisce miliardi per l'emergenza un minimo di risultati li deve raggiungere). Alla fine s'è tenuto i suoi voti, guadagnandone a sinistra e perdendone qualcuno al centro e con l'alleato Di Pietro, col paradosso di avere un elettorato di sinistra e una piattaforma moderata. Difficile dire se, nelle condizioni date, il suo risultato sia un successo o un fallimento.
Pierfurby Casini: 7.
Han cercato di fargli la pelle, politicamente, in tutti i modi; chi invitando ogni giorno al voto utile e indicando lui, nome e cognome, come il responsabile degli eventuali scostamenti dai risultati promessi nella stagione 2001-2006, chi non filandolo nemmeno di striscio. E invece no, presente in tutti i talk show, faccia incazzosa e giugulare tesa, ad ammonire contro i rischi del "Veltrusconi", s'è tenuto stretto un cinque e rotti per cento, credo per metà suoi e per metà sottratti all'ex Margherita. Forse un risultato inutile, forse strategico, sarà il futuro a dirlo.
Fausto Bertinotti: 4.
Ha fatto entrare i suoi nella maggioranza Prodi nel ruolo dei carabinieri, a controllare che quei gaglioffi di riformisti non facessero qualcosa di sbagliato. Non c'è stato praticamente giorno in cui, alla fine di una riunione di governo, o anche prima, i Ministri della Sinistra più pura non si producessero in distinguo, critiche, veti. E così, sempre sul pezzo, giorno dopo giorno, hanno raggiunto due grandi obiettivi: strapazzare l'anima ai teorici alleati e diventare poco credibili presso l'elettorato di riferimento.
Daniela Garnero Santanché: 5.
La fusione di Alleanza Nazionale col plutocrate le offriva un teorico spazio di manovra. In realtà stare più a destra di Popolo della Libertà e Lega è compito difficile (che diavolo proponi, i littoriali?) e, nonostante l'impegno mediatico, non ha raccolto molto di più dello standard messo assieme negli ultimi anni dalla complessa nebulosa ultradestra. Fuori dal Parlamento, a forte rischio le presenze a Porta a Porta e a Otto e Mezzo, resta il Billionaire.

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In mancanza di altri argomenti*, lo scrivo: ho un debole per Cate Blanchett (per completezza dell'informazione, quello sfocato in primo piano è il premier australiano Ruud).
* gli accessi questa settimana sono aumentati di un tot, ché mi viene il dubbio che qualcuno si sia davvero aspettato il commento post elettorale.
"Ha fatto bingo, - mi aveva detto l'amica di quel suo conoscente - scrive per Airone e lo pagano per visitare posti meravigliosi."
Non tutti la vediamo allo stesso modo. Thomas Kohnstamm, per esempio, di andare in Colombia non c'aveva voglia. La paga non lo soddisfaceva, e poi usciva con una stagista al consolato colombiano di San Francisco. A farla corta, la sua parte della guida Lonely Planet sul Paese sudamericano l'ha scritta con quel che gli ha detto la stagista nelle pause sigaretta.
La cosa strana è che, quando Thomas s'è bullato dell'impresa*, Lonely Planet ha verificato il suo testo e non ci ha trovato imprecisioni.
* c'ha da far pubblicità al suo libro, il Nostro.
Lo vedi in foto, fa anche la pubblicità delle poltrone Frau, un'aria profonda e pensosa, dicono che è bravo. Ti crei delle aspettative.
L'altra sera guardavo insolitamente Anno Zero - un po' come quando si compra per forza qualcosa ai saldi: non ci si aspetta che Santoro lavori molto in tivù nei prossimi cinque anni - e l'architetto Fuksas sembrava un militare in pensione, genere "che tempi!", pedante e superficiale.
Il politico non dà soddisfazioni? Ci resta il privato.
Lori del Santo ricorda il corteggiamento da parte del difensore del Genoa Galante, sedici anni fa. Non se ne fece nulla: giovane e un po' frou frou, lei sentiva il fascino soltanto di giocatori di squadre di vertice. Ma adesso, assicura Lori, se lui si rifacesse vivo la costanza sarebbe premiata.
Un caso insolito? O anche voi, gentili lettrici e gentili lettori, avete qualche lontana simpatia a cui, ripensandoci, potreste concedere un'altra possibilità?
A che serve Muxtape, chiedeva la flauta. A niente, o quasi.
In quel quasi c'è la scoperta di canzoni sconosciute e sorprendenti, come qui, dove hanno caricato una cover brasilera (o portoghese) di Life on Mars.
Forse ci siamo liberati di Bertinotti.
* non ci sentiamo tutti un po' così, del resto?
Nel corso di questa campagna elettorale, a seconda dei casi per minuti, ore o addirittura giornate intere ho pensato di poter dare il voto all'Italia dei Valori, al Partito Socialista, alla Sinistra Arcobaleno e all'Unione di Centro. L'astensione invece no, quella non l'ho mai considerata davvero. Quel che si dice un uomo deciso.
Alla fine voterò per il Partito Democratico.
Sarà un voto senza entusiasmo, con una virtuale molletta sul naso, e i motivi sono talmente tanti che non provo nemmeno a elencarli, ma dal punto di vista programmatico ci siamo abbastanza, l'idea di andar da soli, o quasi, è buona e poi mi pare una scelta razionale per contrastare una destra da cui io, lavoratore dipendente senza particolari paturnie identitarie, non mi aspetto niente di buono.
E poi gli altri mi convincono ancora meno, l'Italia dei Valori che candida nel Lazio la portavoce di quella associazione dei genitori di Rignano Flaminio al centro di una storiaccia di malagiustizia, il Partito Socialista che propone più o meno le stesse cose del Partito Democratico, con giusto un accento in più sulla laicità, ma senza speranza di raggiungere il quorum, la Sinistra Arcobaleno che è più coraggiosa sulle questioni sociali e ambientali, ma, lo si è appena visto, priva della cultura per governare e con un candidato premier umanamente insopportabile, l'Unione di Centro che propone il candidato premier più antiberlusconiano che c'è, ma, vista da qua, mettere in lista Cuffaro sembra un po' peggio del reggere le brache a 'o guvernatore. Bon, ho deciso.
Il parere (di un lettore dilettante): tre mesi davanti alla scuola elementare per “tenere compagnia” alla figlia. Poco più che quarantenne, nella “comunicazione”, manager di alto livello in una multinazionale che sta per fondersi con un altro colosso, Pietro reagisce così alla perdita della compagna l’ultimo giorno di vacanza, contemporanea al salvataggio di una sconosciuta bagnante. Dopo poco il vigile urbano gli fa trovare il parcheggio libero, impara a conoscere Matteo, portato dalla madre al fisioterapista, e Jolanda che porta a spasso il suo cane, un vedovo che sta per traslocare lo invita per un piatto di spaghetti, i colleghi vengono a parlargli di angosce e dolori. Una favola moderna, con le lotte per il potere in azienda, la tentazione dell’irrazionalismo, i genitori ai corsi di ginnastica dei figli, una galleria di personaggi contraddittori e forse per questo tanto vivi. E “la” scena di sesso? Al cinema il lettore dilettante non sa, ma sulla pagina è insolitamente ben scritta per un libro italiano. A suo modo L’Osservatore Romano aveva ragione.
Voto: 8.
Frase: Ma sono io: il morto che cammina, il paraculo che lo sta mettendo in tasca a tutti; e qualunque cosa facessi per cercare di fermarlo, penserebbe immediatamente che la farei per fotterlo. Ecco che mette in moto – wrooom, una gran sgassata -, abbassa il finestrino, mi saluta di nuovo con la mano ed esce dal parcheggio facendo il pelo al cassonetto. No, non posso fare nulla. Ecco che mette la freccia e s’infila nel controviale. Chissà a che numero è arrivato suo figlio. (pag. 306)
E se Mark Penn avesse ragione?
Il dubbio mi è venuto pensando alla torcia olimpica. Fino a pochi anni fa era un evento che interessava al massimo qualche assessore comunale o regionale allo sport e pochi altri. Adesso invece la ressa, prime pagine a go go e il Comitato Olimpico Internazionale sta addirittura meditando di interrompere la cosa.
Il Tibet, certo. Ma, a ben guardare, tutto è iniziato con quattro oscuri anarchici roveretani.
AGGIORNAMENTO: per saperne di più sulla torcia olimpica segnalo il bell'editoriale di Lucia Annunziata pubblicato da La Stampa.
La gente va in pensione, ma continua a lavorare.
Le teenagers stanno tornando all'uncinetto.
I geek stanno diventando le persone più socievoli che puoi incontrare.
Sono le donne a guidare la tecnologia.
I padri sono più vecchi che in passato e giocano di più con i figli.
Chi ha fatto queste, ed altre, pregnanti osservazioni?
Mark Penn, uno dei guru del marketing attuale, nel suo Microtrends. Fino all'altro giorno il Nostro era consulente della campagna presidenziale di Hillary Clinton. Poi s'è scoperto che, mentre la sua "protetta" dichiarava di essere contraria al trattato di libero scambio, lui teneva contatti con la Colombia per fare lobby a sostegno. Che c'è di male, si sarà detto, un altro piccolo trend che cambia il mondo.
Si è dovuto dimettere.
L'ultimo giochino della blogosfera è la cassettina virtuale*. Ne ho fatta una anch'io, ovviamente.
* nel mio giro si chiamava così, cassettina; che il nome ufficiale fosse nastrone l'ho scoperto più tardi.
Uno studio dell'Indiana University opportunamente riportato dal Curierùn ha dimostrato cio che avevamo sempre sospettato: "gli uomini capiscono poco le donne".
È che, signore donne, parlate di altri argomenti, per noi sconosciuti. E se una volta per trovare un terreno comune bastava, che ne so, farsi un'infarinatura di cultura zodiacale, avere una vaga idea di come può essere un tipico scorpione o giù di lì, si fa ogni giorno più difficile. Oggi ho sentito citare l'amore karmico.
Guardate le foto di Johanna Tukiainen, spogliarellista finnica tempestata di sms hard da parte del ministro degli Esteri del suo Paese. Il best of degli sms è poi finito su un giornale e il ministro si è dimesso.
Guardate le foto e poi ditemi se non viene anche a voi di fare lo psicologo della domenica. Per me uno che si gioca la carriera politica per una ragazza di così limitato fascino, della citata carriera politica non gl'importa più una fava e cerca solo una via d'uscita per cambiar vita. O no?
L'accigliato blogger Mantellini trova tediosissimi i pesci d'aprile, "specie quelli online". Blog che vai opinione che trovi: qui li si giudica consapevolmente scemotti e in genere* divertenti.
* sempre meglio di molti pipponi sulla comunicazione in rete, per dire.
Layout base: Firda Beka
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Foto di testa: caporaleReyes