Ieri mattina per andare a prendere il treno sono passato per il centro davanti alla vetrina con l'insegna "United Colors of etc etc". È una vetrina abbastanza grande e contiene quattro manichini, due maschi e due femmine.
Tutti vestiti di nero da capo a piedi.
Ci hanno già buggerato il piacere di estrarre dalla busta e appoggiare sul piatto, per tacere delle copertine, i vecchi 33 giri e un terzo, sostituiti da mp3 players; con questi* ci giochiamo il piacere di sfogliare un libro vero (per tacere del naufragare nel mare di una libreria o biblioteca al momento di scegliere cosa acquistare o prendere a prestito). Per Natale regalate(vi) altro.
* e non ci sono solo i duellanti di YAUB, ma anche il Cybook di Francesco, lettore di ebook antemarcia.
Giovani, single e laureati, spiega il Corriere.
Opinione personale, al di là della composizione sociologica del "mercato": pagare per fare all'amore è una cosa proprio triste.
Diciamocelo, hanno cacciato Prestigiacomo e Carfagna soprattutto perché molto gnocche*. Che siano di Forza Italia è secondario.
* chi non ha conosciuto l'estetica femminista anni Settanta, zoccoli da olandesina, gonnelloni a fiori, ascelle boscate e prodotti cosmetici nature, non può capire.
Mentre la stampa l'ha buttata sui soliti toni guardoneschi e qualche volta splatter e, nel migliore dei casi, ne sono usciti articoli titolati "sesso, bugie e coltellate", una blogger "con la passione per il diritto tributario" considera il caso della ragazza Erasmus finita male a Perugia da un altro punto di vista. Interessante.
E chi lo sa se al pub Le Chic non entra proprio nessuno (due scontrini staccati in una sera) oppure c'è un problema di scarsa fairness fiscale. Con la dovuta solidarietà al gestore per i giorni ingiustamente trascorsi in galera, comunque, fosse vera la seconda ipotesi, qualche scontrino in più gli avrebbe evitato tanti guai. Amanda o non Amanda.
* "le tasse sono una cosa bellissima e civilissima" courtesy of Tommaso Padoa Schioppa.
Si scriveva un paio di giorni fa che la Svezia risulta in testa alle graduatorie di parità tra i generi.
Tutto però può essere migliorato. Per esempio, il Corriere riporta di un network chiamato Bara Bröst (seni nudi) che si propone di liberalizzare il topless femminile nelle piscine del regno. La logica del network (c'è anche un blog) è stringente*: la parità è parità e, quindi, topless per maschi e femmine.
* per cortesia, non fate sapere alle attiviste di Bara Bröst una possibile formulazione alternativa del sillogismo, e cioè: la parità è parità e, quindi, intero o bikini per maschi e femmine.
L'altra sera in tivù c'era Michela Vittoria Brambilla con i capelli raccolti a coda di cavallo. Mi pare di non aver afferrato niente di quel che ha detto, se non che, a un certo punto, se ne è uscita con l'osservazione che la gente all'ora di cena non discute dei sistemi elettorali tedesco e spagnolo. La signora ha ragione.
A me, per esempio, la sera all'ora di di cena capita di discutere troppo spesso al telefono con dei probabili co.co.pro. che da un call center vogliono propinarmi un fantastico abbonamento a Sky, oppure un piano tariffario da urlo di questa o quella compagnia telefonica. Cerco di non essere maleducato. Così facendo, però, non solo mi si raffredda la minestra, ma mi pare anche che l'interlocutore o l'interlocutrice tenda a intravvedere un interesse che non c'è, diventando via via più insistente.
Voi, in questi casi, come ve la cavate? Si può essere rispettosi di chi - diciamocelo - non fa un gran lavoro e al contempo veloci?

Image courtesy of The Quest Team, Inc.
Rivitalizzare il prodotto per far fronte al calo dei profitti (politici). Lo si insegna nei corsi di marketing.
Se la mossa riesce a convincere e fidelizzare il segmento di mercato di riferimento, buon per lui. Ci cascherà anche la concorrenza, prestandosi a joint ventures spericolate? Credo di no. Succedesse, peggio per lei.
Le cose cambiano: messo a suo tempo all'Indice, il filosofo e sacerdote Antonio Rosmini è da oggi Beato.
La totale mancanza dei necessari strumenti filosofico-religiosi impediscono a chi scrive un parere anche vagamente compiuto sul contributo rosminiano*. Un appunto di tipo storico sulle cause della morte del filosofo, grazie ad articoli apparsi su L'Adige e sul supplemento locale del Corriere, invece sì: pare ormai assodato che si tratti di avvelenamento.
Sarebbe avvenuto nel corso di una cena che il filosofo, tornato nella natia Rovereto dopo sette anni di assenza, consumò presso i Bossi Fedrigotti. Su moventi, responsabili, ed eventuali mandanti - c'è anche chi vede nella successiva nobilitazione dei Bossi Fedrigotti uno sdebitarsi imperial-regio - esistono solo ipotesi.
Per chi è di Trento, comunque, ed ha sempre diffidato della creatività, anche culinaria, dei vicini, un'ulteriore conferma.
* al limite, par di intuire una via peculiare al Paradiso: "santo subito? no, beato dopo".
Fra ultras, finanziaria, spallata sì spallata no, quel po' di nera che non manca mai, secondo me questa settimana non è stato dato il giusto spazio a Oceano Elkann.
Oceano, dio bono.
Ma come faranno?
* Quelli diaristici diaristici, intendo, ché qualcosa di sé passa sempre. Alcuni hanno un certo non so che che mi prende. Per me, però, sono sempre stato un tipo riservato, credo.
Ieri sera in tv Ritanna Armeni ha riconosciuto Daniela Santanché come sua pari, "femminista di destra"; lei che è una "femminista di sinistra". Un solo appunto, tra sorelle: la mancanza da parte di Daniela di un atteggiamento più severo verso i maschi, che vanno "educati".
Devo dirlo? Mi è sembrata una grande stronzata.
Nota di costume: a rappresentare la destra ufficiale nei confronti di Storace e Santanché han chiamato un giovanotto in maglione a dolcevita.
Il politico inglese David Cameron, che da noi non è conosciutissimo, ma lassù è il capo dell'opposizione, tipo, per dire, il Berlusca, è andato a una cena di beneficenza dove c'era anche Kate Moss. Gliel'hanno presentata e lei l'ha scambiato per un idraulico, pare.
Le cronache non riportano se Kate sia poi stata sottoposta all'antidoping, ma non importa; la questione è: potrebbe accadere anche a voi, magari dopo un paio di spritz e/o bevande similari? E, se sì, quali dei seguenti leader politici italiani rischiereste di non riconoscere a una festa? E per chi lo scambiereste?
Politico A (sinistra)
Politico B (centro-sinistra)
Politico C (boh)
Politico D (centro-destra)
Politico E (destra)
AD UNA FESTA ...
macca confonderebbe il politico D per un salumiere;
[avv], cmalox e lilas riconoscerebbero tutti subito (anche per i distintivi di partito sempre appuntati sulle giacche);
mics confonderebbe il politico A per l'addetto ad una officina di periferia, il politico B per un funzionario del dipartimento cultura della Provincia Autonoma di Trento, il politico C per un viceconsigliere dell'associazione artigiani, il politico D per il proprietario di un'agenzia viaggi in franchising, il politico E per un autoconcessionario;
metalla confonderebbe il politico A per un tipografo;
Esa, sconcertata dalla somiglianza del politico B con Krusty, avrebbe il dubbio di trovarsi in un cartone dei Simpson;
mafalda confonderebbe il politico C per un amico di papà, un collega in pensione, un vicino di quelli che non incontri mai;
Yzma confonderebbe il politico E per un farmacista.
Roma Tre, Firenze, Bologna ... nei giorni scorsi il presente blog ha ricevuto un insolito numero di visite da sedi universitarie qua e là per la Penisola.
Cercavano Stronzo Bestiale, il misterioso fisico dell'Istituto di Studi Avanzati di Palermo.
Dubito che quel che ho scritto abbia soddisfatto tanta brama di sapere. In sostanza mi ero limitato a rigirare una noterella letta su un altro blog, uno dei più interessanti, quando il tenutario c'ha voglia, di quelli scritti in italiano.
E se anche stamattina
oh yes
hai perso il tram per un soffio
oh yes
e tu non c'eri su
no no no
non smadonnare, o pendolare
no no no
anche se non c'eri su
no no no
guarda bene attorno
oh yes
il mezzo che doveva passar prima
oh yes
può avere fino a venti minuti di ritardo
oh yes
succede
oh yes
e in tempo arriverai
oh yesss
Amor ch'a nullo amato amar perdona, è stato scritto.
Dopo secoli qualcuno l'ha guardata da un altro punto di vista: Charles Aznavour in una delle più belle canzoni mai scritte e cantate.
Milano odia: la polizia non può sparare
Roma drogata: la polizia non può intervenire,
Milano trema: la polizia vuole giustizia,
Napoli spara!,
Genova a mano armata
e molti altri.
Mentre i titoli dei giornali sempre più sembrano presi dalla programmazione dei cinematografi negli anni Settanta, un dieci giorni fa sono andato a vedere, in qualità di accompagnatore, Rataouille. Non mi ha entusiasmato.
E comunque, anche stavolta, come e forse più che a Shrek Terzo gli spettatori apparentemente svincolati da impegni genitoriali mi sono sembrati in maggioranza. Sono gli "adulti bambini", mi ha spiegato un cinefilo sull'autobus. Che ci sia un legame tra i due fenomeni (cinema fanciullesco e titolistica, dei quotidiani, cinematografica)?
La settimana scorsa a Cortina d'Ampezzo e altri due comuni del circondario si è svolto con successo il referendum per chiedere il distacco dalla Regione Veneto e il passaggio all'Alto Adige/Südtirol. Fra le motivazioni addotte, l'identità ladina, che unirebbe l'Ampezzano a Gardena/Gherdëina/Gröden* e Badia.
Sarà anche vero, ma a me 'sta storia dell'identità ladina fa pensare al Franz della Val Gardena che, nella canzone di Markus Dorfmann, gestisce un'attività commerciale nel settore delle macchine fotografiche usate. Ottiene il prodotto piazzandosi di prima mattina nei pressi di una cima dolomitica a caso, dove si propone nel corso della giornata come fotografo di gruppo agli escursionisti di passaggio. Che vengono artatamente malconsigliati nel momento di mettersi in posa.
Nel live qui sotto, registrato a Innsbruck, Markus Dorfmann è accompagnato da Sepp Messner Windschnur che, se avessi bevuto un paio di grappe, potrei anche definire il Jacques Brel del Sudtirolo.
* Nellle valli ladine della provincia di Bolzano/Bozen hanno il trilinguismo, niente meno.
(...) Dalla primavera dell’anno scorso l’Italia ha un governo, scelto dagli italiani per la durata di cinque anni, che è stato messo in questione quasi fin dal primo giorno: non dagli elettori tuttavia, ma da un capo dell’opposizione, Silvio Berlusconi, che il giudizio delle urne non l’ha mai accettato e che ogni sera da diciotto mesi annuncia a televisioni e giornali la fine di Prodi: prima negando i risultati, poi denunciando brogli, poi intimidendo i senatori a vita, poi appellandosi al cattivo umore della gente, in dispregio costante dei dettami costituzionali. Una strategia di delegittimazione del tutto anomala, ma che molto rapidamente è stata banalizzata e fatta propria da tutti coloro che fanno opinione, essenzialmente giornali e televisioni pubbliche oltre che private. (...)
Un passo della lettera di Barbara Spinelli al direttore del suo giornale, La Stampa. Questo passo e tutto il resto della lettera mi trovano molto d'accordo.
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Distribuito da: Splinder
Foto di testa: caporaleReyes