Anderl Heckmair, Gli ultimi tre problemi delle Alpi (trad. Spiro Dalla Porta-Xydias), CDA & Vivalda
Il parere (di un lettore dilettante): dei tre problemi delle Alpi il libro ne tratta due, le Nord delle Grand Jorasses e dell’Eiger, ché la salita alla Nord del Cervino da parte dei fratelli Schmid viene risolta in una riga. La soluzione del primo, a lungo cercata, viene mancata da Heckmair a causa di un banale incidente in una scalata di preparazione. La soluzione del secondo occupa più di metà del libro. Lucido (come quando all’inizio collega le grandi imprese alpinistiche degli anni Trenta con la disoccupazione degli anni precedenti), ben scritto, molto emozionante.
Voto: 9.
Frase: Già da molto tempo i due scalatori erano osservati da Grindelwald e dalla Kleine Scheinegg. Tutti i cannocchiali disponibili erano puntati sulla parete, ogni loro passo seguito con attenzione. Al quarto giorno la montagna fu ricoperta dalla nebbia, che solo verso mezzogiorno si squarciò un momento, permettendo di scorgere i due alpinisti mentre proseguivano la salita e raggiungevano il terzo nevaio. Poi la nebbia li riavvolse. Sedlmayer e Mehringer non furono più visti vivi. (pag. 52)
Michele Ruele, La macchina ideale, Untitled Editori
Il parere (di un lettore dilettante): la storia di un uomo difficile, con un rapporto profondo con le macchine e la musica, raccontata da frammenti di diario e testimonianze di chi l’ha conosciuto. Ma i testimoni riferiscono un cognome sempre diverso. Fra gli accenni al portiere della Polonia Jan Tomaszewski, a “e io tra di voi” di Charles Aznavour, alle partite di calcio fra ragazzini della periferia di una città non lontano dalla sua, il lettore dilettante potrà trovarci un piccolo affresco generazionale. Che gli piacerà.
Voto: 7 e mezzo.
Frase: “Adesso vira, novanta gradi!”
Come, ostia, vira, in piena cabrata?
Qui non c’è confronto che tenga, giuro: droghe, fare l’amore, gloria, tuo padre che da bambino ti faceva le capriole con le mani sotto le ginocchia, non c’è paragone. (pag. 119)

Mona Lisa di Marcel Duchamp, courtesy of Dartmouth College
Il sindaco di Verona, in fondo solo mezz'ora in auto da Rovereto, rende noto di aver fatto richiesta della foto ufficiale di Pertini con cui intende sostituire quella di Napolitano, ancora appesa nel suo ufficio.
Facesse seguire, a quelle che al momento restano parole, i fatti, sarebbe un sindaco simil-dadaista.
I libri vi piacciono e ne leggete un qualcuno all'anno?
Siete nevrotici e trovate gusto nell'ordinare e nel catalogare le cose (c'è gente che si rilassa dando di pialla e segaccio; ecco, non li avete mai capiti)?
Vi è capitato di voler far spazio nella vostra libreria, ma il bookcrossing non vi convince e preferireste che i vostri libri finiscano, come si suol dire, in buone mani?
Se la risposta a queste domande è sempre sì, probabilmente anche voi come me siete su aNobii.
Giusto dietro il banco bar, all'autogrill poco più in là di Padova tengono la catasta dei libri. Uno, mai visto prima, aveva una fascetta rossa che assicurava avesse venduto 30.000 copie: TVUKDB (Ti voglio un kasino di bene) di Valentina F.
L'editore è Fanucci, nel caso.
Toni no, non s'è visto.
Ma con acido signore abbiam brindato alla sua e alla nostra salute ed è stata una bella serata.
Fra l'altro, me l'ha detto uno che di lingue se ne intende, penso di aver capito qualcosa di quel fenomeno per me ancora un po' strano: che c'è un tot di persone che passa di qua, come per ogni altro blog, a leggere e commentare con una certa regolarità. E non è che si sia dei guru.
"È perché si parla una stessa lingua."
AGGIORNAMENTO: e se il primo è andato bene, brindisi, il secondo è andato meglio: c'era anche la bella adlimina.
Un festival dell'economia?
Suona strano e infatti, quando l'hanno proposto, in pochi ci avrebbero scommesso qualcosa. E' andata che le sale erano strapiene con le code per entrare. In questi giorni è in corso la seconda edizione, sui temi del capitale umano e capitale sociale e finora mi sono visto ed ascoltato:
Partha Dasgupta - Capitale sociale come istituzione economica
Una carriera incredibile, per un certo periodo, pare, insegnava fisica e economia all'università di Stanford, un Nobel, è anche un ottimo intrattenitore. Per un'ora, ma sono sembrati 10 minuti, non si è mosso da un concetto: lo Stato, il Mercato e tutta quella miriade di transazioni economiche che anche nei Paesi più avanzati avvengono al di fuori di queste due istituzioni, hanno bisogno di trust. Niente di davvero sconvolgente, ma nemmeno Bach nell'arte delle fuga lo è.
Alberto Bombassei, Pier Luigi Celli, John Martin, Fabio Mussi, Umberto Paolucci, Marino Regini, Gianluca Salvatori - Formazione, ricerca, innovazione e impresa
A parte il prorettore dell'Università di Milano che ha portato qualche dato su offerta e domanda di laureati in Lombardia, e l'assessore alla ricerca e all'innovazione della provincia autonoma di Trento che ha chiesto un maggiore ruolo di coordinamento dello stato, gli altri si sono rigorosamente, e noiosamente, tenuti alla loro parte. Celli e Paolucci hanno ripetuto i soliti luoghi comuni sulla necessità che il personale sia motivato e contento, Bombassei ha snocciolato i dati della sua success history fatta di ingegneri assunti e crescita del fatturato, Mussi ha sfoggiato il suo passato normalista, irritato per la cattiva stampa di cui gode la classe politica, e avanti così. Il classico incontro passerella.
Raquel Fernandez - Cultura ed economia
C'è un rappporto tra le variabili culturali e le scelte economiche? Il senso comune direbbe di sì, ma Raquel è un'economista e vuole misurarlo. Ha presentato i risultati delle sue ricerche sulla partecipazione della donne al lavoro e il contesto etnico-culturale. E sì, è dimostrato, a parità di condizioni il 22% della partecipazione delle donne al lavoro dipende dall'ambiente culturale in cui sono cresciute. Interessante, ma con il taglio professorale dello speech a un convegno.
Ilvo Diamanti - Come sbloccare il Paese immobile
Esordio da seduttore ("ho fatto il dottorato a Trento ed è come tornare a casa"), battute ("se sapessi davvero come sbloccare il Paese, non sarei qui"), è stato molto efficace nel presentare e discutere le tre caratteristiche che ritiene abbiano immobilizzato, e immobiliarizzato, l'Italia: blocco generazionale ("all'estero incontro uno che penso che sia un ragazzino e invece è un ordinario come me: siamo così vecchi che ormai non ce ne accorgiamo nemmeno più"), stratificazione sociale (con un capitale sociale accresciuto che però non è capitale civico e ogni piccolo gruppo ha potere di veto), localismo. L'uomo giusto al posto giusto, gli si perdona volentieri il troppo facile paragone con la Francia di Sarko e Ségolène.
Richard Baldwin, Nouriel Roubini, Stephen Yeo - L'economia in rete
Visto il tema, due degli oratori, Richard Baldwin e Nouriel Roubini, erano collegati in video conferenza, probabilmente con Skype. Con un involontario spot per la old economy, il collegamento con Baldwin era molto disturbato e non ci si è capito una fava. Roubini ha parlato del passaggio del suo sito da open, con due volontari, a pay, con un ventina di stipendiati. E Yeo ha svolto un intervento molto interessante sugli effetti che l'entrata in gioco dei wikis, dei blog, dei tag e dei feed, insomma il Web 2.0, ha avuto sul dibattito scientifico e sul dibattito economico. Se riesco a trovarmi il suo power point, me lo scarico.
Per saperne di più:
il sito ufficiale e
il diario collettivo messo in rete da Marilena.
Se venite a Trento per l'incontro di domani alle 17 con Gary Becker, l'economista più citato al mondo, dicono, fate un fischio. Ché la Birreria Pedavena è a due passi.
Layout base: Firda Beka
Distribuito da: Splinder
Foto di testa: caporaleReyes