Grazie allo sciopero della stampa, si possono rileggere con calma le notizie dei giorni scorsi. Dalla Germania - permettete una parentesi:
delio, award morale per il blog più filotedesco, cosa aspetti a riprendere? - ne arriva una non sufficientemente apprezzata al momento, una che fissa un punto di svolta nei costumi e nel diritto, una, nel suo piccolo,
epocale.
A Berlino hanno
divorziato un politico CDU e la moglie che di mestiere fa la banchiera, la scrittrice e la lobbista. E fin qui, come si replica da queste parti alle comunicazioni di routine, bon.
La notizia è che la ricca consorte è stata obbligata al pagamento degli alimenti, anche se l'ex marito aveva nel frattempo trovato rifugio dalle incomprensioni e dalle asprezze che caratterizzano la fine di ogni amore nelle braccia della segretaria trentenne.
Lei paga lui. Da questa settimana le pari opportunità sono state ufficialmente raggiunte.
A me, 'ste "
nonne" con le virgolette mi convincono poco. E poi la Val d'Aosta non rievoca ricordi felicissimi riguardo i bambini.
Comincio a pensare che, al momento, quell'orfanatrofio in Bielorussia non sia il posto peggiore per la piccola Maria.
No, dico, e se noi blogger di terza fila, noi che scrivere è solo un diletto, noi che siam qua da due, tre anni, mica mesi, avessimo già detto tutto quel che avevamo da dire (e magari anche un qualcosa di più)?
Il parere (di un lettore dilettante): il titolo è fulminante. E se a volte l'ironia è un po' troppo cerebrale per il lettore dilettante, mentre qua e là lo scorrere del tempo ha reso senso comune ciò che negli anni Settanta doveva suonare decisamente irriverente, le "istruzioni", spesso distinte fra quelle destinate ai principianti e quelle per virtuosi (dell'infelicità), si lasciano leggere con interesse e divertimento.
Voto: 7 +.
Frase: Essere amati è sempre qualcosa di misterioso. Non è consigliabile voler sapere troppo. Nel migliore dei casi l'altro non sa dirvi nulla; nel peggiore dei casi presenta come motivo ciò che non avete mai considerato la vostra più affascinante qualità; per esempio la voglia che avete sulla spalla sinistra. Il silenzio, una volta ancora, è d'oro. (pag. 77)
"Portare un nome come il suo le è stato più d'aiuto o più d'impaccio?" - chiedono immancabilmente nelle interviste ai figli dei famosi.
Chissà cosa risponderebbe la ragazza, di cognome Fazio, di cui si parla in un trafiletto a pagina 5 del Corriere di oggi. Era stata segnalata a Tavaroli, l'uomo delle intercettazioni, che per un deprecabile equivoco aveva pensato ad una parentela con l'ex governatore della Banca d'Italia. In un battibaleno la ragazza si ritrova nello studio di un certo Cipriani (parente di quello dell'Harry's Bar? Non è dato saperlo) pronta per l'assunzione in Telecom. All'ultimo momento controllano e scoprono che non c'è nessuna parentela, neanche alla lontana.
Viene "subito liquidata".
* piccolo omaggio al nome di un blog poi chiuso.
Non mi aspettavo di vedere ancora un paio di infradito. Portate per strada, intendo. E invece questo pomeriggio mi è successo, all'incrocio fra via del Suffragio e via San Marco.
Domani comincia l'autunno.
Un mio amico aveva per morosa una che studiava architettura, ragazza di buona, buonissima, famiglia, una di quelle che parlano con la bocca a culo di gallina. Nei confronti di Vico Magistretti, letteralmente adorato da quella simpaticona, avevo sviluppato qualche pregiudizio.
Ieri, letta la notizia della morte, me lo facevo più vecchio, ho trovato in rete
questa intervista in cui dice cose molto intelligenti. Probabilmente mi sono sbagliato.
Il primo ministro all'estero, per strada qualche carro armato, le frontiere chiuse, alla radio - vai, questa non l'ho letta, è farina del mio sacco - canzoni patriottiche ... nel 2006.
Per un giorno le sofisticate
analisi di politica internazionale possono rimanere sullo scaffale, in Thailandia
tira il vintage.
Il parere (di un lettore dilettante): i personaggi vagabondi e sradicati del libro ricordano un po' Charles Bukowski, protagonista della riscoperta di John Fante, e un po' anche Mark Twain. La storia di Arturo Bandini, dei suoi tentativi di avere successo come scrittore e della sua educazione sentimentale nella Los Angeles degli anni Trenta, si legge con facilità e piacere. Ma non fino al punto di definirlo un capolavoro, come pure capita di ascoltare e leggere.
Voto: 7 +.
Frase: Il mio arrivo inatteso non le aveva dato la possibilità di truccarsi e incipriarsi e i segni lasciati dagli anni sotto gli occhi e sulle guance risaltavano inesorabili. Mi chiesi come avessi fatto a non notarli l'altra volta e poi mi ricordai che li avevo notati, eccome, nonostante il trucco, per poi dimenticarmene nei due giorni passati a fantasticare su di lei. Ora che ero qui, però, sapevo che non sarei dovuto venire. (pagg. 115-116)
Forse si è persa un'occasione. Quasi tutti, anche quelli che avrebbero qualche numero, ci abbiamo soprattutto giocato, col blog, l'abbiamo usato per un cazzeggio più o meno elegante, surrogato, o duplicato, della macchinetta del caffè. Forse, come a scuola, dovevamo applicarci di più.
In ogni caso non capisco quale sia il senso, oggi, dei
Macchianera Blogawards. E la corsa per il titolo di miglior blog fra Wittgenstein, Emmebi e Leibniz mi pare elettrizzante come un match di sumo.
Ma sì, dai, dico la mia. Anche se in vacanza ho visto poco la tv e letto altrettanto poco i giornali. Sono poco informato, quindi. Da quel poco, però, mi è sembrato che l'opinione corrente su Natascha è che, durante l'intervista, abbia
fatto un figurone. Secondo un blogger solitamente accigliato, è apparsa
più matura, più equilibrata, più consapevole, più colta, più dotata criticamente dei suoi coetanei, facendo così emergere
con imbarazzante evidenza il fallimento educativo di scuole, famiglie, gruppi sportivi, musicali, parrocchiali e quant'altro.
Lo dico? Ma sì: in quel paio di minuti che l'ho vista, a me Natascha, col fazzolettone in testa e le mani contorte, è sembrata
molto provata.
Il parere (di un lettore dilettante): "Sono più un ingegnere che un artista", scrive Kureishi a metà libro. Sarebbe forse servito un artista per rendere il travaglio di un uomo nella notte in cui sta decidendo se lasciare casa, compagna e figli. Il meccanismo dell'ingegnere scatta, ma non funziona e le parole girano un po' a vuoto. Un'occasione perduta.
Voto: 5 e mezzo.
Frase: Mi piace qualsiasi tipo di carta: color crema, bianca, gialla; spessa, sottile, a righe o senza righe. Nel mio armadio ho almeno cinquanta taccuini; al momento dell'acquisto, ciascuno mi ha riempito dell'eccitazione id ciò che poteva essere detto, della possibilità di scoprire nuovi pensieri. (pag. 45)
Particolarmente consigliato a chi apprezza un certo blogging egocentrico. Ci si ritroverà.
Peter, provvisorio vicino di casa teutonico, era sul posto già da una settimana e gli ho chiesto come si trovasse.
"Schönes Wetter, nette Leute, gutes Essen!" (bel tempo, gente simpatica, buon cibo)
Col clima Peter era andato sul sicuro. Lì la palma nana cresce selvatica e tutti quei fuochi nei campi, proprio in questo periodo, fanno pensare che in autunno, con un po' di pioggia, possano avere una specie di seconda stagione vegetativa.
La gente simpatica, va detto, non è una specificità locale. Non che ne manchi, in Sicilia, anzi. Quando dal fornaio la sconosciuta (purtroppo) coetanea normanna mi ha chiesto sicilianamente "Siete in fila?" mi sono sentito molto onorato. Ma per fortuna di gente simpatica se ne trova un po' dappertutto (a parte Rovereto, ovvio).
Sulla gastronomia non ci sono dubbi. E' tutto buono: il pane, i primi, i dolci e il pesce è una festa. Ho bevuto un Bianco d'Alcamo (di Cusumano, per la precisione) fresco e aromatico che ricordava il Traminer e a Mazara fanno una birra, la Naxos, che non è male. Potente e generoso il Nero d'Avola, mentre di Marsala, me l'hanno spiegato alla Florio, ce ne sono di diversi tipi.
Tutto qui? No.
Peter, quel barbaro, nel suo elenco si era dimenticato la Storia, vero punto di forza dell'isola. Palermo merita più delle poche ore che le abbiamo dedicato, Erice è carina e la vista delle saline affascinante. Ma per un ex liceale niente è come Segesta e Selinunte. Selinunte è grande e maestosa. Segesta, invece, tiene un profilo più basso. Quando arrivi su al teatro, però, vedi il panorama e capisci. E poi lì han messo dei cartelloni discreti “a prova di mona”, con le spiegazioni e le piantine. Ai trentini la sindrome di Stendahl viene davanti alle cose ben organizzate: insomma, con Selinunte è stima, con Segesta è amore.
Va bene, 12 giorni senza blog, si riprende.