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Caporale Reyes è un blog dopolavoristico che, visto con Internet Explorer, rende peggio. Lo pseudonimo è spiegato in questo post.
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Un sigaro e un titolo di cavaliere non si negano a nessuno, è stato detto. Un antipixel nemmeno.


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Carta

21 songs
and 1 mountain prize

A scriverlo adesso sembra strano, ma l'idea di mettermi a compilare la mia brava lista di canzoni ha avuto una parte nella nascita di questo blog. Poi le cose cambiano. Non sono ancora riuscito a trovarne 31, fra l'altro.

* Angie - The Rolling Stones
* Candy - Iggy Pop
* City girls - JJ Cale
* Don't you love me, baby - Human League
* Family life - The Blue Nile
* Famous blue raincoat - Leonard Cohen
* Fast car - Tracy Chapman
* Father and Son - Cat Stevens
* Friday I'm in love - The Cure
* Goccia - Cristina Donà
* Goodnight Tonight - Paul McCartney
* Hell is chrome - Wilco
* Incontro - Francesco Guccini
* La Flaca - Jarabe de Palo
* Lungomare - Luca Carboni
* Panic - The Smiths
* Parole di burro - Carmen Consoli
* Sunday Bloody Sunday - U2
* Tu come stai - Mina
* Venus - Shocking Blue
* You can't get what you want (until you know what you want) - Joe Jackson

* Passo Gavia (Giro 87) - Johan Van de Velde (quasi una canzone)

CAPORALE REYES web-log


un punto di vista

venerdì, giugno 30, 2006

E adesso, le ferrovie

Il Governo approva un disegno di legge contenente una forte liberalizzazione nella disciplina degli ordini professionali.
Davvero un bel colpo, il primo punto di un personale contratto con gli italiani, buttato giù tempo fa non troppo per gioco.

postato da: caporaleReyes alle 18:31 | link | commenti (9)
argomento: politico
giovedì, giugno 29, 2006

Il ritorno di Santoro

Leggo da Petunias' che Santoro torna in TV con un programma sui giovani.
Come l'autore e molti dei commentatori del post, pare anche a me un'idea poco felice. Anzi, adesso che Berlusca è ben avviato sulla strada di una tranquilla vita di pensionato della politica, non ho remore a dirlo: Santoro m'è piaciuto raramente*.

* Trombonissimo, per esempio, il discorso da Celentano, quello in cui ha voluto "dire una cosa alle figlie" - digliela in privato, "una cosa alle figlie", o no?


postato da: caporaleReyes alle 18:25 | link | commenti (2)
argomento: politico

A Bruxelles

A Bruxelles scrivono le cose in due lingue (che a uno di Trento gli pare di essere a Bolzano). A Bruxelles la penultima fermata del metro si chiama Eddy Merckx (Eddy Merckx!). A Bruxelles la birra è buona (anche a Sauris non è male, ma va ben).
A Bruxelles ci si va di fretta.

postato da: caporaleReyes alle 01:39 | link | commenti (15)
argomento: privato
lunedì, giugno 26, 2006

Nexus

Guardando il sito della RAI, mi par di aver capito che lo "speciale referendum" andrà in onda alle 21.00. Niente exit polls, deduco.
Che fine avrà fatto il presidente della Nexus, quel tipo con ciuffo e cravattone che alle politiche di un paio di mesi fa aveva dato i numeri?

postato da: caporaleReyes alle 12:52 | link | commenti (6)
argomento: contributi al dibattito
mercoledì, giugno 21, 2006

A Ca', du boccioni de Tamiflu (titolo alternativo: two big bottles of Tamiflu, Charles)

Sto seguendo questa cosa dell'influenza dei polli da prima dell'estate, e trovo incredibile il downplaying che si sta facendo in Italia sia da parte del governo che della stampa. Le notizie che si leggono (all'estero) sono più che preoccupanti e, a mio avviso, da non sottovalutare.

Cominciava così un vecchio post di brodo primordiale che, giusto prima dei link utili, si concludeva con:

Io vi consiglio di prenderne [di Tamiflu] un bel po' all'estero, almeno fino a che si riesce a trovarlo. Costa caro ma better safe than sorry.

Il tono sprezzante (trovava "incredibile"), l'anglicismo inutile e provinciale (downplaying, uau), il riferimento a misteriose fonti informative straniere (il sito del NYT?), tutto per introdurre una solenne pisquanata.
Il blog a volte è meglio dei giornali, a volte molto peggio.


postato da: caporaleReyes alle 23:09 | link | commenti (10)
argomento: blog

Salvare la costituzione?

Andrò a votare e voterò no.
Ma non per salvare la costituzione. L'han scritta sessant'anni fa, non mi pare un dramma che ogni tanto venga aggiornata. La riduzione del numero dei parlamentari, per esempio, non mi dispiace.
Vado a votare e voterò no per dare il mio piccolo contributo a che Berlusca si levi finalmente dai santissimi. Potrebbe essere l'occasione giusta.

postato da: caporaleReyes alle 19:41 | link | commenti (8)
argomento: politico
martedì, giugno 20, 2006

Come si riconosce il convegnista alemanno

Dal non tenere le cuffiette durante le presentazioni nella sua lingua?
No. Fa così anche qualche convegnista italico un po' sborone. O forse solo troppo pigro per mettersi in fila per le cuffiette.
Guardate in basso. Il convegnista alemanno si toglie le scarpe e rimane a piedi nudi.

postato da: caporaleReyes alle 19:42 | link | commenti (4)
argomento: privato
venerdì, giugno 16, 2006

I ricchi sono migliori? (titolo alternativo: conferme e smentite di una teoria di Superciuk)

Contrariamente a piattaforme più redistributive, Superciuk intendeva "togliere ai poveri per dare ai ricchi". Questi ultimi, argomentava il Nostro, sollevati dalla quotidiana lotta per i bisogni essenziali, possono elevarsi spiritualmente e culturalmente. Essere, in sostanza, migliori.
In poche ore sono arrivate una conferma e una smentita.
La conferma: Bill Gates riordina le proprie priorità e fra un po' si dedicherà esclusivamente alla filantropia.
La smentita: hanno arrestato Vittorio Emanuele di Savoia. Si dedicava, pare, al reclutamento di prostitute e altri tramacci.


postato da: caporaleReyes alle 23:59 | link | commenti (10)
argomento: visto si stampi
lunedì, giugno 12, 2006

Un curriculum vitae

I primi che ricordo sono stati quelli del '70. Causa il fuso si giocava tardi, la regola "a letto dopo Carosello" a casa veniva applicata senza eccezioni, e di Italia Germania 4 a 3 ne so solo per sentito dire. La finale l'hanno fatta a ora di cena e "c'ero". Ma, sarà che si è perso, non se l'è mai filata nessuno.
Quattro anni dopo gli zii avevano comprato una delle prime tv a colori, non saprei se PAL o SECAM, e i mondiali li ho visti da loro. Tele Capodistria aveva un telecronista molto compassato anche di fronte alle azioni per noi più entusiasmanti, tale Sergio Tauciar. Col cugino più giovane lo abbiamo imitato per anni.
Del '78 non ricordo le partite, ma il supplente di filosofia, ex sessantottino più tardi passato a Forza Italia, dirci che gli piaceva quel clima di popolo, che salivi le scale del condominio e sentivi tutti sintonizzati sulla partita.
Lavoravo per mettere assieme qualche lira, in quel periodo, e Italia Brasile '82 l'ho vista in centro davanti alla vetrina di un negozio di elettrodomestici. Ancora qualche anno e il negozio si sarebbe riconvertito: intimo. Indimenticabile la finale e la festa che ne è seguita.
Nell'estate dell'86 ero in caserma, pochi giorni e sarebbe arrivato il congedo.
La cosa più memorabile dell'edizione '90 è stata la canzone di Gianna. E gli insulti di Maradona al pubblico che lo fischiava.
Nel '94 mi sarei sposato. Di quei mondiali ho visto un paio di partite sul divano a casa della promessa. Poco dopo gli inni nazionali e le prime schermaglie a centrocampo si passava, diciamo, ad altro.
C'era un acquazzone sulla città, quel giorno del giugno '98. Strade vuote, spazzolati tutti i risparmi, stavamo andando a versare la caparra per l'appartamento. Sarei riuscito ad arrivare a casa in tempo per il secondo tempo di Italia Austria. Partita mediocre.
Nel 2002 l'arbitro Moreno ha combinato le sue malefatte in orario ufficio. I risultati si seguivano via internet.

Stasera spero che vinca il Ghana.


postato da: caporaleReyes alle 20:34 | link | commenti (32)
argomento: privato
venerdì, giugno 09, 2006

Tradito dai pizzini?

Tempo fa era capitato al topo bavarese dalle orecchie piccole.
Molto meno esposto mediaticamente del più noto topo gigio, era stato dato per estinto. Per scoprire, dopo decenni, che era riparato in un'abetaia isolata.
Anche l'okapi del Congo pareva estinto. In realtà, stretto un tacito accordo con la guerriglia, si era dato alla latitanza in qualche eucaliptaia fuori mano. L'hanno trovato che è poco.

postato da: caporaleReyes alle 23:10 | link | commenti (3)
argomento: visto si stampi

L'ultimo giorno di scuola

In fondo dev'essere un bel sentimento, quello delle maestre, dopo cinque anni assieme. Ché li han presi che erano proprio bambini e li lasciano che sono quasi grandi.
Ieri la festa non finiva più.

postato da: caporaleReyes alle 07:08 | link | commenti (10)
argomento: privato
martedì, giugno 06, 2006

Sconsigli di lettura

Ci sono in giro anche libri pessimi, che vi siete pentiti di aver letto.
Fate un atto di civismo, fate girar la voce, ditelo a Yaub.


postato da: caporaleReyes alle 20:13 | link | commenti (4)
argomento: blog
domenica, giugno 04, 2006

Libri per l'estate

Qui sotto alcuni consigli di lettura, diversi come diversi sono i "consiglieri", per l'estate in arrivo. Grazie a tutti!

sole

Lilas consiglia:
Musica rock da Vittula, di Mikael Niemi, Feltrinelli, pp 214
Un libro estremamente avvincente; lo si legge davvero tutto d'un fiato. Spalanca un mondo sconosciuto, terre perse ai limiti dell' estremo Nord, terre di confine, tra Svezia e Finlandia, i cui abitanti sono troppo finnici per sentirsi del tutto svedesi e troppo svedesi, per potersi definire finnici. Avventure e bozzetti di vita, raccontati con la passione e la nostalgia di chi vi ha passato i momenti più incantati della propria vita, quelli della fanciullezza, a "bere" leggende, a dilatare sensazioni ed emozioni, il tutto espresso con una prosa attraente, ricca di metafore, immaginifica, ma al tempo stesso cruda e tagliente, a volte, come quel ghiaccio che fa da contorno alla vita quotidiana.
Alcune descrizioni, come quella del "disgelo" o dell' arrivo della musica rock, che sconvolgerà la vita dei giovani protagonisti, sono davvero straordinarie. E, da non sottovalutare, la leggerezza e l' humor che aleggiano, comunque, su tutte le pagine.
Me lo aveva consigliato mia figlia, laureata in Letteratura scandinava, ma io "snicchiavo"...temendo di imbarcarmi in prose pesanti, lontane dal mio genere.
Nulla di tutto questo. Potrei aggiungere che in alcuni passaggi ricorda la prosa di Ammaniti.

sole

Mauro bus nr 5 consiglia:
Nordest, di Massimo Carlotto e Marco Videtta, Edizioni e/o, pp 200
Massimo Carlotto che da anni non vive più a Padova, ma in Sardegna, insieme al napoletano Videtta ambienta un giallo nel nordest dal tumultuoso sviluppo.
La vicenda si svolge in un centro industrial-rurale chiamato genericamente il “paese” che potremmo situare più o meno nel trevigiano. Chi e perchè ha ucciso Giovanna Barovier, la giovane e bella avvocatessa promessa sposa di Francesco Visentin, figlio del potente presidente dell’Ordine? Cosa si cela dietro al progetto di delocalizzazione in Romania della fondazione Torrefranchi che controlla la maggior parte delle aziende della zona? A queste e ad altre domande daranno risposta le indagini del maresciallo Mele e di Francesco stesso desideroso di dare giustizia alla donna che avrebbe voluto sposare.
Come nei gialli classici l’assassino è il personaggio più insospettabile, anche se il lettore smaliziato lo scopre abbastanza presto. La parte più interessante del racconto dovrebbe essere la descrizione dello sfondo sociale e culturale del nordest che tuttavia non appare ben delineato o comunque amalgamato con la narrazione. Il passaggio dalla miseria atavica del Veneto alla ricchezza esagerata nel volgere di due o tre generazioni, la nebbia e il prosecco appaiono più come luoghi comuni che come elemento essenziale dell’intreccio.
Ciononostante la lettura risulta piacevole e scorrevole. Potremmo consigliarlo per l’estate, magari sotto un ombrellone sulla spiaggia di Caorle o Jesolo.

sole

AdRiX consiglia:
Ogni cosa è illuminata, di Jonathan Safran Foer, Guanda, pp 336
Un giovane ebreo americano va in Ucraina a cercare i luoghi dove il nonno è scampato miracolosamente ai nazi. Sue guide un ragazzo ucraino, un nonno ucraino, un cane ucraino e scorreggione che si chiama "Sammy Davis Junior Junior". Ci hanno fatto anche un film dignitoso.
Il libro mi ha fatto sganasciare dalle risate e commuovere su molte pagine.

sole

YetiGdN consiglia:
Massud - Il Leone del Panshir, di Michael Barry, Ponte alle Grazie, pp 286
Il 9 settembre 2001, due giorni prima dell’attentato alle Twin Towers, Ahmad Shah Massud muore, vittima di un attentato suicida presumibilmente orchestrato dai servizi segreti deviati pakistani.
Esce così dalla scena del martoriato Medioriente un leggendario personaggio contemporaneo, capo carismatico dell’opposizione afgana al regime sovietico prima, e talebano poi, misterioso Che Guevara tagiko mai compromesso con l’Occidente.
Nella biografia del Leone del Panshir si scorge il ritratto complesso di un islamista diventato “profeta” e modernista, di un montanaro che diventa abile stratega militare, di un convinto assertore della democrazia. Un mistico che non ripudia l’azione, appassionato di poesia e fautore di una spiritualità convinta dell’Islam. Massud appartiene infatti a quella specie politica molto rara che viene definita, con termine platonico, dei “re filosofi”, ovvero di quei condottieri capaci di assumersi le responsabilità del comando ed al tempo stesso di meditarne le finalità, non guidati da ambizione o vanità personale, ma da spirito di sacrificio e compassione. In breve ciò che i nostri gesuiti anticamente amavano definire la contemplazione attraverso l’azione.
Il libro è scorrevole, ma impegnativo. E’ richiesta passione per gli intrighi politico-religiosi internazionali, per le biografie storiche documentate. Durante la lettura si viene calati in una realtà ai più ignota, si scopre la storia di un’Afghanistan che non ti aspetti, ma soprattutto di un uomo che con il suo “martirio” diventa l’emblema di un eroismo della libertà, di un genio strategico messo generosamente al servizio di una tenace lotta per l’indipendenza nazionale.

sole

mafalda consiglia:
Gli scarafaggi non hanno re, di Daniel Evan Weiss, Feltrinelli, pp 248
"Quanta importanza ha perdere un amante? Al vertice del regno animale la risposta è semplice: assolutamente nessuna importanza. (....) Non lo dico mica per vantarmi. Quando fui scaricato nel temibile mondo dell'Homo sapiens, provai subito conforto osservando le reazioni che i suoi esemplari mostravano alla separazione dai loro amanti. Presto sarei arrivato alla conclusione che l'uomo non è altro che uno strambo ospite di passaggio nella nostra ecosfera, una candela accesa dentro una zucca con gli occhi e la bocca traforati in una notte tempestosa, qualcosa che mette paura ma già da come tremola sai che sta per spegnersi."
Inizia così questo originalissimo libro che, attraverso un classico rovesciamento di prospettiva ed una scrittura avvincente che alterna ironia e grottesco, narrazione e riflessione, ci propone di osservare il mondo degli affetti e delle vicende degli uomini dal livello del pavimento, dal punto di vista, cioè, di una colonia di scarafaggi-filosofi, strateghi, pensatori che intrecciano la propria vita con quella degli umani con cui convivono. Le piccole blattelle germaniche proliferano felici ed indisturbate insieme al disordinato Ira e alla conturbante Zingara, incurante dell’igiene domestica, finché la nuova compagna di Ira, Ruth, fanatica dell'ordine, stabilisce di fare pulizia. Decise a combattere per la sopravvivenza della colonia, le blatte metteranno in atto geniali strategie per manovrare a proprio vantaggio le vite degli esseri umani.
Insomma: siamo sicuri che le nostre decisioni siano realmente autonome? La nostra superiorità intellettiva è un credo fasullo? L’antropocentrismo un’illusione?
Ideale per una lettura estiva è vivamente consigliato ai maniaci ossessivi della pulizia e sterminatori compulsivi di acari. Sconsigliato solo agli aracnofobici.

sole

il drugo consiglia:
Ragazzi di vita, di Pier Paolo Pasolini, Garzanti, pp 244
Non è una lettura molto facile, forse anche poco estiva, ma se davvero non avete nulla da mettere (sul comodino) potete optare per questo romanzo di Pasolini. Vi si narrano le vicende del Riccetto e della sua compagnia, che si svolgono a partire dall'estate del 1943 sino ai primi '50, gli anni del boom. Attraverso i vari tentativi di sbarcare il lunario del Riccetto (ma scordatevi lavori "onesti") scopriamo la Roma delle borgate, vissuta dalla gente comune, quelli che fanno il bagno al fiume così come il più noto Sordi in "Un giorno in pretura".
Molto interessante il linguaggio utilizzato da Pasolini, che quando usa il discorso diretto si affida alle locuzioni in romanesco D.O.C., con tanto di comodo glossario a corredo (ho finalmente scoperto che significa smandrappare!). Questo accorgimento permette al lettore di immedesimarsi ancora di più nelle vicende raccontate, e assieme alla bravura dell'autore nella descrizione degli ambienti permette di seguire il Riccetto nelle sue peripezie senza troppi sforzi di fantasia.
I personaggi che animano il racconto sono quasi sempre negativi, ma forse, tenuto conto del contesto storico, non potrebbe essere altrimenti. In ogni caso Pasolini non offre quasi mai giudizi morali sui personaggi, portandoci anzi a pensare che siano tutti vittime di qualcosa più grande di qualsiasi motivazione o propensione personale.
In due parole, gli occhi di un profondo amante di Roma raccontano un decennio difficile di cui sarebbe bene non perdere memoria.

sole

la flauta consiglia:
Tre Cavalli, di Erri De Luca, Feltrinelli, pp 109
Perché diamine lo consiglio: è ideale per la lettura da spiaggia. Economico (6,50 euro, ma l’ho visto anche a 5), piccino e leggero (ideale da infilare nella borsa da spiaggia), in formato povero, che anche inzuppato di sabbia non ci si piange troppo sopra. Se Siddartha fosse rimasto in edizione tomo-da-venti-chili, invece che diventare il celebre volumetto giallo, non l’avrebbe letto la recente generazione con tanto successo.
Come l’ho conosciuto io: il titolo cita cavalli, chi me l’ha regalato ha pensato bene fosse “in tema” con la mia equestre passione. E invece no.
Cosa diamine c’è scritto: non intendo svelare la trama. Anche perché, del libricino, è la cosa che meno mi ha colpito.
Come diamine è scritto: ecco, qui sta il punto. E’ un libro lento, ideale per rallentare il ritmo cardiaco, predisponendo alle ferie. Noi che leggiamo 50 blog al giorno, velocemente, poi perdiamo il gusto, ingurgitiamo concetti come al fastfood. Ecco, è uno slowbook. Lento ma non melenso: le descrizioni, molto olfattive peraltro, affatto ridondanti o noiose, hanno un tocco poeticissimo, ma sempre maschile. La scelta delle parole, non tanto per descrivere, ma per evocare, senza ripetere concetti. Ci si ritrova a rileggere, gustandola, la stessa frase più volte, per scoprire i vari significati di poche, scelte, parole. Un libro multimediale, ci senti gusti, odori, brividi e sensazioni, dandoti le pause tra una scena e l’altra, dilatando le azioni per trasmettere il non descrivibile.
Poi adoro la scelta del personaggio, del suo lavoro: che come tutti i “mestieri” anomali, ha una poesia tutta da spiegare, tutta da metaforizzare.
Insomma. Bello, leggero e lento, scritto in modo diverso.
Ah, si, c’è dentro anche una gnokka, per sognarsela addormentati sulla sdraio col libro sulla faccia.

sole

macca consiglia:
L’infinito viaggiare, di Claudio Magris, Mondadori, pp 243
La convenzione vorrebbe che un libro "per l'estate" sia una lettura semplice, senza troppi sofismi: qualcosa che dia il piacere di scorrere le pagine in velocità e relax. Perciò consigliandovi "L'infinito viaggiare" me ne vado allegramente controcorrente. Perchè questo volume, in cui l'autore recupera alcuni appunti sui suoi numerosissimi viaggi (alcuni assai datati, peraltro), non è esattamente una lettura rapida. Proprio come un caffè "come si deve", che va assaporato, gustato lentamente, le pagine di Magris si svolgono dense di riferimenti e fatti storici, ma anche di aneddoti e curiosità. Al centro sempre e solo l'idea del viaggio, sia che esso ti porti a migliaia di chilometri da casa o che inizi e finisca nel salotto di casa.
Un viaggio dell'uomo e dello scrittore in cerca di domande, più che di risposte. Nelle bellissime pagine dedicate all'amata Mitteleuropa, Magris, ancora una volta rapisce letteralmente lo sguardo e lo fa andare, con sagacia ed abilità, oltre le parole, per vedere, sentire, toccare il movimento dell'andare, ma anche e sopratutto quello dell'anima. Anche lo scorere del tempo è legato alla sensazione della Storia, quella con la "S" maiuscola e quella della gente "qualunque". Un intreccio che riporta al tornare, perchè lo scopo di un viaggio, infine, è proprio questo.

sole

momi consiglia:
Q, di Luther Blisset, Einaudi, pp 643
Non sarà propriamente un libro da spiaggia o da mettere nello zaino per il trekking, ma fate finta che si tratti un romanzo epico, battaglie (tante), amori (pochi) e intrighi a corte di papi e imperatori, il tutto a scorrere su una scacchiera storica di riforme e controriforme su cui mercenari, spie e profeti si muovono e sono mossi da interessi incrociati o divergenti di politica e chiesa. Un viaggio lungo qualche decennio in un'Europa dove ogni scelta è decisa dai banchieri tedeschi, un viaggio di masse obbligato dalle pulizie etniche di troppe bandiere sventolanti sui pennoni di Paesi governati a colpi di leggi marziali, torture e ignoranza.
Corsi e ricorsi storici in questo libro di seicento e più pagine, in cui quello che potrebbe risultare pesante in un libro di testo si fa sfogliare per sapere come va a finire. Per sapere come potrebbe andare a finire anche la nostra, di Storia.

sole

Mauro bus nr 5 consiglia anche:
Vendetta, di George Jonas, Rizzoli, pp 455
Quando esce un film tratto da un libro e riscuote successo, quest’ultimo balza in testa, o almeno entra, in classifica. A questa regola aurea vi è ora la classica eccezione. Certamente un successo è stato l’ultimo film di Spielberg Munich, ma il racconto da cui è tratto, Vendetta, non è stato riscoperto.
Eppure si tratta di una storia avvincente e forse fondata perché, quando si parla di servizi segreti, non si può avere mai la certezza tra verità e depistaggi. L’autore fa abbondante uso di note a piè pagina per citare fonti e confutare affermazioni ma sostiene che la storia gli è stata raccontata direttamente da Avner, il capo del commando di cinque uomini che nel settembre del ’72 due settimane dopo la strage degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco, ricevette l’incarico direttamente da Golda Meir di scovare  ed eliminare i mandanti.
Il libro di Jonas è uno straordinario spaccato sul sottobosco terroristico dell’epoca, ma affronta anche le ragioni del conflitto arabo-israeliano ed offre un’interessante analisi della società israeliana e delle differenze culturali, politiche e sociali al suo interno.
Contiene anche alcune informazioni di ordine pratico. Ad esempio, la pistola migliore è la Beretta calibro 22, una semiautomatica piccola e maneggevole. Quando si spara è necessario premere il grilletto sempre due volte per avere la certezza che almeno un colpo vada a segno. Dove procurarsela? A Parigi contattare Louis e a Roma Tony. Questo almeno negli anni Settanta.


postato da: caporaleReyes alle 18:57 | link | commenti (22)
argomento: letture
giovedì, giugno 01, 2006

Moratti e Iervolino

Una confermata e l'altra entrante, una nota con il nome del marito, l'altra con quello da ragazza, a nord e a sud, di centrodestra e di centrosinistra, abbiamo due donne sindaco di grandi città. Le quote rosa forse non sono così decisive.

postato da: caporaleReyes alle 06:14 | link | commenti (8)
argomento: politico

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Foto di testa: caporaleReyes