Chi è Max Leitner, chiederà qualcuno.
Max Leitner è un sudtirolese che non si è ritrovato nelle diverse opzioni professionali offerte dalla florida economia locale ai cittadini di lingua tedesca (l'albergatore, il maestro di sci, il Bauer - il proprietario contadino che in Sudtirolo ha uno status sociale che i suoi colleghi nel resto del mondo, credo, nemmeno si sognano -, l'impiegato alla Cassa Rurale o all'Autonome Provinz) (ci sarebbe un'altra parentesi da aprire riguardo alle opzioni offerte ai cittadini di lingua italiana: carabiniere o impiegato alla Provincia Autonoma, in sintesi). Max ha evitato anche le soluzioni più classiche a portata di mano del sudtirolese vagamente disadattato (l'alcolismo e l'indipendentismo rancoroso e disperato), scegliendo invece una via molto personale: rapinare le banche. A onore della sua sudtirolesità, va detto che sul lavoro ha rispettato la regola fondamentale del vivere lassù, la proporzionale etnica, rapinando con eguale impegno banche austriache e italiane.
Non ha mai ucciso, Max. Quattro volte l'hanno preso e quattro volte è evaso.
Ieri l'hanno impacchettato per la quinta volta. I carabinieri di Bolzano (a cui anni fa si era consegnato perché "le prigioni in Italia sono meglio che in Austria") stavolta non c'entrano: era in Marocco.
Sarà che invecchio, e la cosa, é noto, non stimola una valutazione serena del presente, ma mi pare di aver visto anche anni migliori. Vediamo come parte il 2005. Nell'attesa, metto su New Morning di Nick Cave e Bad Seeds.
Scriverne? A noi, operai della tastiera, possono solo venire tre righe imbarazzanti dal sapore adolescenziale. Parlar d'altro, scherzare, dire che ci sono anche buone notizie e linkare Mastella che abbandona la Gad? Ci ho pensato, ma no, non è il caso. Oppure tacere?
Non so cosa è meglio fare, sul blog, quando c'è una tragedia.
Il tradizionale rinfresco coi colleghi l'abbiamo fatto quasi tutti. Quelli di noi che han figli piccoli sono usciti dal lavoro un po' prima e han cercato parcheggio vicino a scuola: c'era il coro.
Ci siamo. Per qualche giorno il blog può attendere. Con un'eccezione alla sobrietà tecnologica di sempre: il sottofondo musicale con Anne Sofie von Otter e Elvis Costello.
Buon Natale a tutti, eh.
Fuori fa un freddo cane e, se si può, si sta a casa, tranquilli, a pensare. Vengono in mente cose inconsuete. Una poesia, per esempio,
"Se.." di
Rudyard Kipling, che andava di moda negli anni Settanta.
La leggeva Alberto Lupo alla televisione. Più privatamente, me la ha declamata anche mio padre, a cui piaceva molto. Ho detestato quella poesia.
Ma il bello di crescere è che, di solito, ci si accorge degli sbagli.
Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te
Perdono la testa e dicono che è colpa tua,
Se ti fidi soltanto di te stesso quando tutti dubitano di te,
Ma se tieni conto anche dei loro dubbi;
Se sai aspettare senza stancarti dell'attesa,
Non farti ingannare e tieniti lontano dalle bugie;
Non farti odiare e non lasciarti trascinare dall'odio,
Non apparire troppo buono e non fare il furbo:
Se riesci a sognare… e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare… e a non fare delle parole la tua meta
Se puoi incontrare il Trionfo e il Disastro
E trattare questi due impostori esattamente allo stesso modo;
Se riesci a sopportare che il peso della tua verità
Venga contorto da persone spregevoli che cercano di imbrogliare i più sciocchi,
O guardare le cose cui hai donato la vita spezzarsi
e piegarsi e ricostruirle con attrezzi sgangherati:
Se riesci a mettere insieme tutte le tue vittorie
E rischiarle in un colpo azzardato,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai accennare alle tue sconfitte;
Se riesci a dar forza al tuo cuore, ai tuoi nervi e alla tua tenacia
Quando, dopo che gli altri hanno rinunciato, tocca a te,
E tieni duro quando non ti è rimasto nient'altro
Che la Volontà di dire: - Tieni duro!
Se riesci a parlare alle folle e a mantenere la tua onestà
O a passeggiare con i Re senza perdere la tua semplicità
Se i nemici e nemmeno gli amici più cari possono ferirti,
Se tutti contano su di te, ma nessuno oltre misura;
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
Con una corsa di sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto quello che esiste
E - ancor più - tu sei un uomo, figlio mio!
Per carità, sono contento del ritorno di
Mieli alla direzione del Corriere. Un grande giornalista. Poi, diciamocelo, antiberlusconiano il giusto (che, dal mio punto di vista, dichiaratamente parziale, è un titolo di merito).
Solo che la frase impiegata per spiegare le ragioni del cambio è di un'oscurità che nemmeno in Curia.
Motivazioni esclusivamente di carattere gestionale e organizzativo. Cosa significa? Che Folli si dimenticava di pagare le bollette del gas?
Tenere aperto o no, la domenica? Quelli della bottega equa e solidale ci hanno discusso, ci hanno litigato e qualcuno, pare, ci ha anche pianto.
Non sono tanto addentro per sapere se poi gli animi si sono riconciliati. Ma stamattina la bottega era piena di gente - giovani, soprattutto, e qualche signora con i capelli tagliati corti -, seconda in affollamento solo al negozio di dolciumi.
Due squadre nella zona alta della classifica. Prima di tutto bisogna evitar di perdere. Che poi fino all'anno prossimo non ci si pensa più.
Pergocrema - Trentino 1921 : 0 - 0
Nove milioni di donne hanno subito molestie, lo
dice l'Istat. Nove milioni. Tante.
A me è tornata in mente la vecchia
battuta di Disraeli.
Il nuovo reality trasmesso su La7, basato su - parole del sito dell'emittente - cinque fantastici gay specializzati per uomini trasandati, mi ha ispirato due idee per reality ancor più nuovi. Siamo sotto Natale e le cedo gratis.
La prima idea riguarda un reality dal titolo il senso del ritmo. Il plot è semplice, ma efficace e molto divertente. C'è un ballerino di colore che insegna a ballare a maschi e femmine dell'Italia profonda, tutti piuttosto imbranati. Come ospite d'onore in studio vedrei bene don Mazzi.
Il secondo reality lo chiamerei ciminiere. Da svilupparsi attorno alle vicissitudini di tre amici turchi che violano sistematicamente i divieti antifumo in locali pubblici di diversa tipologia, livello e collocazione geografica. Possibili agganci a tematiche di politica internazionale (ci potrebbe essere posto anche per un opinionista di rango, tipo Socci o Giannino).
"L'attore si ribella: non recito per Dell'Utri", titola in prima pagina il
Corriere di oggi. L'attore si chiama Carlo
Rivolta.
“Una cranita al caffé!”
Alla ragazza, invece, andava bene così.
Il vecchio ci teneva a parlare italiano, un italiano legnoso, ingarbugliato dal forte accento tedesco. Sulle prime Salvo, il camereriere, aveva pensato che fosse un manager del Distretto Tecnologico fuori con la segretaria.
Ma poi, fra una portata e l’altra - il vecchio non si era fatto mancare niente, mentre la ragazza aveva ordinato una cernia al vapore con qualche verdurina di contorno - Salvo aveva capito che non era così. Il vecchio era vestito in un modo strano, all’antica. Un tipo bizzarro, forse uno di quelli che andavano in tivù al Maurizio Costanzo Show. Avevano parlato a lungo di elezioni, o qualcosa del genere. Il vecchio doveva averci scritto sopra un libro e lei aveva ripetuto convinta che le era piaciuto proprio tanto. No, lui non era un manager del Distretto Tecnologico catanese e lei non era la sua segretaria.
Salvo portò la granita.
“Lo sai cosa mi manca della Sizilia, quando torno a casa?”
“Le siciliane!” - sorrise lei.
Il vecchio ridacchiò e col dorso della mano fece un movimento come per spostare qualcosa di lato.
“Ma no, alla mia età ...”
“Cosa, allora?”
Una breve pausa.
“Le cranite al caffé, no?”
La ragazza rispose con una risata allegra.
“Dai, Johann, non dire minchiate”
Salvo si voltò. Il vecchio sembrava un gattone che faceva le fusa.
“Melissa ....”
Si partecipa al gioco immaginando Melissa P. e Johann Wolfgang Goethe che si incontrano ad un ristorante con specialità marinare. Dalle parti di Catania.
Davanti ad una folla insolita, 1.100 paganti, chi poteva segnare il gol decisivo?
Cristian il centravanti.
Trentino 1921 - Mezzocorona : 2 - 1
Non lo sapevo che il Microtus bavaricus, meglio (si fa per dire) noto come topo bavarese dalle orecchie piccole, fosse stato dato ufficialmente per estinto da una quarantina d'anni. Ma accolgo con favore e moderato interesse* la notizia, è proprio lui, gli hanno già fatto l'esame del DNA, che la dottoressa Friederike Spitzenberger ne ha ritrovato alcuni esemplari in un'abetaia isolata su una qualche montagna fra Austria e Germania.
*E su un argomento più d'attualità, tipo, per esempio, l'emergenza Napoli, non hai proprio niente da dire o da segnalare? - potrebbe obiettare qualcuno.
No, al momento proprio niente.
Sempre a riguardo di musica classica, argomento di cui non ho la quasi minima cognizione*, a memoria non mi ricordo di nessun direttore d'orchestra se non proprio obeso, almeno evidentemente sovrappeso. Quasi che la passione per cibi carnali tipo polenta e stinco mal si concigli con quell'arte. Sarà così?
* E allora perché te ne occupi? - chiederà giustamente qualcuno - Non lo sai che si deve parlare solo di argomenti che si conoscono?
Beh, se fosse così, non avrei aperto il blog.
Riaperto la Scala. Avete sentito niente?
Da evitare i libri: le probabilità di imbroccarla - è dimostrato - sono drammaticamente vicine allo zero.
Se davvero il destinatario, o la destinataria, ama leggere, i libri se li compra da sé, assecondando un gusto difficile da decrittare. Poi, rifletteteci, ricevendo il libro in regalo rinuncerà al piacere dell'acquisto, pari per molti a quello della lettura stessa. Sotto sotto non ve lo perdonerà.
A Salò ci sono stato l'estate della maturità. Con un amico, avevamo deciso di fare il giro del lago di Garda in bici (in autunno l'amico sarebbe andato a studiare a Milano, ci si sarebbe ambientato bene, tanto da fermarsi per iniziare una carriera promettente, insomma, ci saremmo persi di vista, ma questo non c'entra poi molto). La sponda bresciana l'avevamo fatta in andata, ancora relativamente freschi. Quindi sono abbastanza sicuro del fatto mio quando dico che, di tutto il lago, quella di Salò mi era sembrata la parte meno bella. Forse è migliorata, chi lo sa, da allora non ci sono più tornato.
Ecco, anche il Trentino 1921 avrebbe potuto, oggi, risparmiarsi la trasferta.
Salò - Trentino 1921 : 1 - 0

Cosa ci trovino le signore nella cioccolata non l'ho mai capito bene. Qualcosa di molto speciale, comunque. Tutte. E a regalarla, questa l'impressione, non si sbaglia quasi mai.
Non è mancata, fra le altre, la telefonata della mamma, stamattina in ufficio. E sì che sono ormai grandicello: oggi compio 44 anni, ostia.
Non è mia, l'ho sentita dire una sera in una birreria, ti pareva, di Udine (io avrei detto: le birre e Eddy Merckx, valide giustificazioni all'esistenza del Belgio). Non è mia, ma c'è del vero: la sera, dopo una giornata che si è presa ogni energia, una birra belga, di quelle a doppia o tripla fermentazione, può far miracoli.