1 - Sapete com'è - non so se le lettrici mi capiranno fino in fondo, ma i lettori sì, ne sono certo -, niente ci è mai sembrato una vera scemata come le cose che faceva, o per cui andava pazzo, nostro padre.
2 - Nella casetta di periferia dove sono cresciuto papà coltivava - e continua a coltivare - un bell'orto.
Il post potrebbe concludersi qua, se non che un paio d'anni fa ho cambiato idea. Non sul principio generale, no, quel che è stato è stato, ma sulla questione specifica, sull'orto.
In Canada, dov'ero, mi hanno spiegato - fra quelli che me lo spiegavano c'era una simpatica ragazza con un delfino tatuato sulla caviglia, il che ha forse, come dire, rafforzato il messaggio - che sviluppare l'
urban agriculture, così laggiù chiamano fare l'orto, è molto importante. Fra l'altro una percentuale elevata del traffico è dovuta al trasporto di beni alimentari. Quindi, se ognuno fa la sua parte, si può togliere qualche camion dalle strade.
La primavera successiva mi sono ricavato un piccolo orticello nel giardinetto di casa. Coltivo fagioli, pomodori, peperoni, un po' di prezzemolo e basilico. Non ho alleviato molto il problema del traffico, superfici e produzioni sono quelle che sono, ma ho scoperto che tenere l'orto
non è male. E poi lo voglio dire, basta
understatement, i
miei fagiolini son più buoni di quelli del supermercato.