Caporale Reyes è un blog dopolavoristico che, visto con Internet Explorer, rende peggio. Lo pseudonimo è spiegato in questo post. Il blog è distribuito sotto una licenza creative commons.
>>> *loading* <<< sincero come il contachilometri di un'auto usata
Onorificenze
Un sigaro e un titolo di cavaliere non si negano a nessuno, è stato detto. Un antipixel nemmeno.
Carta
21 songs and 1 mountain prize
A scriverlo adesso sembra strano, ma l'idea di mettermi a compilare la mia brava lista di canzoni ha avuto una parte nella nascita di questo blog. Poi le cose cambiano. Non sono ancora riuscito a trovarne 31, fra l'altro.
* Angie - The Rolling Stones
* Candy - Iggy Pop
* City girls - JJ Cale
* Don't you love me, baby - Human League
* Family life - The Blue Nile
* Famous blue raincoat - Leonard Cohen
* Fast car - Tracy Chapman
* Father and Son - Cat Stevens
* Friday I'm in love - The Cure
* Goccia - Cristina DonÃ
* Goodnight Tonight - Paul McCartney
* Hell is chrome - Wilco
* Incontro - Francesco Guccini
* La Flaca - Jarabe de Palo
* Lungomare - Luca Carboni
* Panic - The Smiths
* Parole di burro - Carmen Consoli
* Sunday Bloody Sunday - U2
* Tu come stai - Mina
* Venus - Shocking Blue
* You can't get what you want (until you know what you want) - Joe Jackson
* Passo Gavia (Giro 87) - Johan Van de Velde (quasi una canzone)
Oggi, mentre tornavo a casa, ho evitato di qualche millimetro lo scontro con una monovolume. Per qualche frazione di secondo, mentre vedevo, come in uno specchio, l'espressione preoccupata dell'altro guidatore, ho aspettato il rumore delle lamiere. Ma non è arrivato nessun rumore. Una buona sintesi del mio 2003: poteva andar peggio.
Un anno di semina, forse.
Un consiglio: se Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin passano dalle vostre parti, andateli a vedere. Lui è un prestigiatore anarchico e pasticcione, lei un'acrobata romantica con una strana vena dark e, assieme, fanno un circo surreale e irresistibile. Non perdeteli.
5 del mattino considera i recenti sequestri di botti in una prospettiva macroeconomica. Se li hanno sequestrati è perché non li hanno venduti, deduce il blogger bolognese, e se non li hanno venduti, conclude, è perché c'è crisi.
In Serbia é andata che il partito radicale serbo ha preso più voti del previsto (27-28%) e che i partiti antimiloseviciani saranno "costretti" a coalizzarsi.
Così, pare, Lucia Annunziata presidente del consiglio di amministrazione della RAI ha spiegato la decisione di non trasmettere il concerto di capodanno da Vienna. Beh, certo, che sciocco a non averlo capito prima, la polka dei pattinatori è pericolosissima per l'identità nazionale.
Il tema, comunque, merita un sondaggio. Se preferite il concerto di Vienna o quello di Venezia ve lo chiedono i siti del Corriere e di Repubblica. Qui la si prende un po' più allla larga:
Dalla prima pagina del Corriere di oggi:
La Rai non trasmetterà in diretta il Concerto di Capodanno di Vienna (Muti sul podio), che verrà invece proposto in differita. Al suo posto, Maazel dalla Fenice di Venezia.
Una delle mie fisse è la Serbia e oggi è una giornata importante per quel Paese: i sei milioni e mezzo di elettori sono chiamati ad eleggere il parlamento. Le liste in competizione sono 19. Sul risultato finale gioca il disincanto per i cattivi risultati economici dell’epoca post Milosevic e il risentimento per la gestione, da molti giudicata sbilanciata in senso antiserbo, del Tribunale Speciale per i crimini nell’ex Jugoslavia. I sondaggi accreditano una percentuale fra il 20 e il 25%, maggioranza relativa, al partito radicale serbo. Ferocemente nazionalista, il partito è guidato da Vojislav Seselj, attualmente sotto processo a L’Aja. Anche la lista del partito socialista di Milosevic dovrebbe riuscire ad avere una rappresentanza in parlamento. Uniti per un breve stagione, gli antimiloseviciani sono adesso divisi in almeno sei-sette liste. I principali partiti in questo campo sono comunque tre: i liberali del G17 plus, i nazionalisti moderati del Partito Democratico di Serbia e i socialdemocratici, più o meno, del Partito Democratico.
Axell è un entusiasta. Ragazzo giovane, si vede lontano un chilometro. Ma quando dice che, per lui, la cosa bella di quest'anno è aver conosciuto il mondo della Blogosfera parla anche ai blogger più stagionati.
Oggi a Per un pugno di libri, programma televisivo che non guardo quasi mai, parlavano di scoop giornalistici. Ad un certo punto hanno detto che a ogni giornalista capita uno scoop, una volta nella vita. Basta saperlo e volerlo riconoscere. Perché, hanno aggiunto, lo scoop cambia la vita di chi lo fa.
Mi è venuto subito in mente Oliviero Beha, giornalista sportivo emergente nei primi anni Ottanta. Poi, l'inchiesta sulla partita comprata ai mondiali di Spagna 1982. I tifosi non avevano gradito, l'establishment calcistico neppure e Oliviero da allora appare, aria perennemente malmostosa, in trasmissioni, giornali e siti a circolazione più o meno limitata.
Mia sorella lavora in banca.
L'altra sera, tornando a casa, ho deviato un po' dalla solita strada e mi sono fermato a salutarla. Cognacchino, le ultime novità e, fra il lusco e il brusco, mi fa:
"Cosa avresti fatto al posto di Geronzi?"
"hmmm"
Mi squadra e, con un tono quasi indignato:
"Non sai niente del crack Cirio, eh?"
Stabile rispetto l'anno precedente la quota di persone che dichiarano di leggere libri (41,4%).
Questo e altro (per esempio, pare che il 50% vada al cinema, il 28% a mostre e musei, il 27% a spettacoli sportivi) nel comunicato con cui l'ISTAT annuncia la pubblicazione dell'Annuario Statistico 2003.
Erano i tempi che un'email da uno sconosciuto metteva curiosità e non irritazione. Era il 1996. Avevo scoperto Internet e saltavo da link a link. Ad un certo punto ho trovato il sito di una studentessa americana che teneva una web cam sempre in funzione nella sua camera al college. Mi sono collegato qualche volta, poi devo essermi annoiato e di Jennicam non ne ho più saputo niente. Fino alla settimana scorsa, quando ho letto che il sito chiuderà a fine anno. Jennifer Ringley ha vissuto con una webcam accesa per quasi 8 anni, dunque. Una blogger, a suo modo.
Qui si festeggia Santa Lucia. I bambini lasciano fuori casa un piattino con un po' di sale e farina da polenta. Durante la notte, mentre l'asinello si ristora, Santa Lucia lascia i regali. Non si sapeva come l'avrebbe presa mia figlia di otto anni, che sembra molto acuta per l'età che ha.
Si è svegliata presto e, ancora si stropicciava gli occhi, è andata a vedere se c'erano i regali. E poi lo ha detto a tutti, contentissima.
Di fronte alla notizia della cattura di Saddam, è giusto dare spazio alla partita del Nuovo Calcio Trento? No.
Sanbonifacese - Nuovo Calcio Trento 2 - 0
Ci eravamo conosciuti al liceo, io studente all’ultimo anno e lui supplente neolaureato. Parecchi anni dopo ci siamo ritrovati, quasi colleghi, in una commissione che di paritetico aveva solo il nome. Ci si incontrava ogni tanto, sempre per caso, e allora ci si fermava volentieri a parlare. Mi raccontava soddisfatto di quella sedia da dentista usata che aveva smistato in Ucraina, dove aveva organizzato una specie di gemellaggio. Un’altra volta mi aveva detto di un incarico che gli avevano dato per sviluppare attività con l’università di Fortaleza. “In Brasile!” aveva ridacchiato.
Può essere definita amicizia?
Se è così, ho perso un amico. Il giornale di stamattina dice che gli è venuto un ictus e ci è rimasto. A Fortaleza. In Brasile.
Questo pomeriggio esco prima e vado a prendere l'albero. Settimana corta. Ma compatta: un paio di notti ho messo la sveglia sulle 4 per finire un lavoro. Settimana senza momenti di pausa, come un ottocento metri piani.
O, se preferisci, pensa a Hull, la peggiore delle 50 peggiori città dove vivere nel Regno Unito. Eppure, alcune città, che a pensarci anche un inglese non gli viene in mente niente, si stanno organizzando per diventare a cool place for a hot day out.
Ce la potete fare, ragazzi. Un bel mercatino di Natale e ce la potete fare.
Poche occasioni, niente di straordinario, ma ogni tanto capita anche a me di avere una vita sociale. L’altra sera, per esempio, sono andato a una cena per festeggiare il secondogenito di un amico. Due antipastini, gnocchetti di non so cosa, una bottiglia di Lagrein Dunkel, quattro chiacchere. Poi qualcuno guarda l’orologio. È ora di andare.
“Li ho messi qui” - dice l’amico, riferendosi a giacconi, giubbe e paltò. E si dirige verso la camera da letto.
Lo seguiamo continuando a chiaccherare. Entrati, l'occhio viene attratto da alcune foto appese alle pareti. Sono della sposa, senza nulla addosso. Per carità, quel tipo di nudo che si usa definire artistico, non so se mi capite; comunque, nudo.
“Complimenti” - fa una commensale alla signora.
“Eh, sì - risponde lei con un sorriso - con la fotocamera meccanica le foto venivano bene, ma adesso E. si è fatto prendere dal digitale ...”
A vedere la partita vado in Vespa (che da un paio di mesi ho opportunamente accessoriato di parabrezza). Ieri si è rivelata un'idea migliore del solito.
Ne hanno contati 80.000, infatti, di turisti a gironzolare tra le capannine, bicchiere di brulè in mano, magari una tappa al Castello del Buonconsiglio. E dove a Milano ci hanno pensato i filoferrotramvieri incazzati, qui son bastati i mercatini di Natale.
Giorgio Carbone, centravanti del Nuovo Calcio Trento, prima si fa parare un rigore, poi prende una traversa e finalmente, al quarantesimo del secondo tempo, segna. La Sacilese pareggia nei recuperi.
Esco mentre metà stadio urla "ladri ladri". Ho un dubbio: era meglio andare dalla suocera?
Nuovo Calcio Trento - Sacilese 1 - 1
Ho sempre avuto un debole per dicembre. Da bambino lo aspettavo più o meno da quando cominciava la scuola ("fra un po' sarà dicembre ...."). Adesso non più, ovviamente.
Oggi però, invece di quella particolare stanchezza che mi prende spesso il venerdì sera, mi sento pimpante.
Zero commenti, ho capito, il post sul capodanno sbagliato non é piaciuto.
Eppure, il tema della notte di capodanno mi intriga. La felicità esibita, da contratto, lo scoppio dei mortaretti - quelli del 31 dicembre 1999 sono sembrati più rumorosi che mai - mentre forse non tutto va benissimo. Chi bacia a capodanno, bacia tutto l’anno, si dice. E chi no?
Se ne fossi capace, ci scriverei sopra un libro.
Il manager equo e solidale ripartito verso casa.
L'americano con le crisi d'ansia e la peseta contata.
E lei, la ragazza con i capelli corti e il viso irregolare, che non dovrebbe aver difficoltà a rimediare un compagno mediamente interessante, a guardare da sola zanna bianca in spagnolo alla tv.