Come in una canzone degli anni Sessanta,
torno a casa e siamo in tanti sul treno. Di diverso c'é tutto il resto. Gli occhi non sono stanchissimi e l'ambientazione non é in stile Lumpenproletariat, ma un vagone di prima classe sul pendolino. Anche l'aspetto del sereno nel cuore é opinabile. Dietro di me da più di un'ora un signore con la barba sale e pepe sta incessantemente parlando di tumori e io, da più di un'ora, sono a disagio.
Pochi giorni dopo sfoglio il quotidiano locale e lo riconosco in una fotografia: é il primario di oncologia dell'ospedale cittadino.
Va bene tutto ed é nobile dedicare una vita ad una causa importante. Certo, però, che sui treni degli emigranti di una volta si parlava di macchine, di calcio e di donne, e basta.
Una sola fonte, non verificata, ma ve la giro lo stesso. Magari la sanno tutti, magari é una gabola, son rischi del mestiere.
La sapete la storia di "girl from Ipanema"? Allora, Joao Gilberto va a New York da Stan Getz a registrare un disco. Son lì che registrano e gli viene in mente che girl from Ipanema verrebbe meglio se anche i pochi versi cantati dalla girl fossero in inglese. Ostrega, non c'é nessuno. Ma no! Astrud, la moglie di Joao, un po' di inglese lo parla e ha anche una bella voce. Come é andata a finire musicalmente lo sappiamo quasi tutti.
Bene, oggi mi dicono che Astrud e Stan si sono poi messi assieme. Nell'arte e nella vita. E lei era lì quasi per caso, per dire, nella prima versione del disco non viene nemmeno citata. Poi, il grandissimo successo di quella canzone e una carriera di cantante semi-cult cui si é ispirato mezzo pop inglese negli anni Ottanta (Sade, Matt Bianco, ecc.).
Ma Joao, come dev'essersi sentito, Joao?
Il mitico B., l'esteta dell'hi-fi, l'uomo che ha scarrozzato
Francesca Neri sulla Panda della mamma senza battere ciglio e senza muovere dito (non per altro, ma perché ha iniziato a considerarla degna di attenzione - e quale! - solo parecchi anni dopo, davvero troppo tardi, all'apertura del paginone centrale della rivista "
Max"), si é fatto vivo dopo tempo immemore. Partirà domani per le Cicladi con la sua nuova fiamma, una violoncellista di 31 anni che però ha comperato la compilation del Festivalbar. E allora auguroni di buone vacanze, mitico B.
Secondo un portavoce del Pentagono riportato dalla
BBC, i due figli di Saddam
may be dead. Ne hanno raccontate tante, su 'sta guerra, staremo a vedere.
L’anno scorso, pochi giorni prima di Natale, il papà di un compagno d’asilo di mio figlio si é buttato giù da un ponte. Una brutta storia di depressione di cui mi sono ricordato stamattina. Avevo un po’ di tempo prima di andare al lavoro e mi ero messo a sfogliare, senza nemmeno rendermene conto, il quadernone ad anelli dell’asilo. Una specie di blog di carta dove le maestre avevano raccolto, per ogni bambino, il materiale di quest’anno, i disegni, i collage, i resoconti e le foto delle gite. E i commenti che i “topolini” erano chiamati a fare sulle gite. Il giorno dopo l'uscita di novembre nel bosco, chi ricordava le pigne e le bacche, chi l’emozione del viaggio in autobus. Il compagno di mio figlio, invece, era stato laconico: non ho niente da dirti.
Bella, a suo modo, i trenta passati da qualche anno e quel nome così desueto. Deve essere in ferie, in questi giorni al bar c’é solo la più giovane, e insipida, collega.
L’ingegnere era rimasto turbato il giorno che aveva intuito la linea di un tanga sotto i pantaloni attillati. Perché la barista é una donna riservata, un disegno della figlia un po' appartato dietro al banco, mai una civetteria di troppo. E per questo a noi - a me e all’ingegnere, intendo, che di lei oggi abbiamo parlato durante la pausa pranzo - piace ancora di più.
All'inizio degli anni Novanta su rete 3 il sabato sera sul tardi davano un programma bellissimo, Magazine 3. Lei adorabilmente stronza, lui con un'ironia gentile che qualche volta mi sono sorpreso a copiare. Nello sketch che chiudeva la trasmissione fingevano di essere una famigliola, ovviamente nucleare, dove i due facevano ripettivamente la mamma e il papà di un simpatico frugoletto impersonato da un giovane Luttazzi.
Ma ne hanno fatti anche altri, di programmi, e tutti in qualche modo si distinguevano. Nel 1999, per esempio, l'anno della guerra umanitaria, hanno condotto Pacem in terris, una specie di giochi senza frontiere molto buonista. E poi Perdenti, che basta il nome. Beh, mi mancano.
I quattro amici, chi poco più, chi poco meno di trent'anni, andavano in palestra dopo il corso di inglese. Il più giovane, un informatico, era stato piantato di fresco. Anche gli informatici hanno un cuore. Gli ingegneri e i laureati in economia no, e lo prendevano in giro: look at me, I am old but I am happy...
Poi venne la primavera e la compagnia si sciolse. L'adolescenza era davvero finita.
Di solito lo si spiega all'inizio. Ma io, all'inizio, non sapevo bene cosa sarebbe successo di questo blog. A due mesi di distanza, però, mi pare di dovere qualche spiegazione.
Il blog l'ho intitolato a un personaggio minore della serie Zorro, prodotta della Walt Disney a fine anni Cinquanta e ritrasmessa poco tempo fa dalla RAI.
Nei giochi con mio figlio mi é invariabilmente spettata la parte del sergente Garcia. Per il debutto da blogger ho cercato di pensare a qualcuno meno esposto. E poi sono davvero più snello di Garcia*.
Non m'è venuto niente di meglio di caporale Reyes.
*PS: il sottotitolo iniziale del blog era: "più snello di Garcia, meno fico di Zorro".
Sempre per rimanere in tema, il migliore inizio fra quelli dei libri che ho letto.
Senza togliere la mano dalla manopola sinistra vedo nel mio orologio che sono le otto e mezza. Il vento, anche a cento all’ora, é caldo e umido. Chissà come sarà nel pomeriggio, se già alle otto e mezza c’é tanta afa.
Nel vento ci sono gli odori pungenti degli acquitrini ai margini della strada. Ci troviamo nella zona delle Pianure Centrali, piena di pantani, ideali per la caccia alle anitre; veniamo da Minneapolis e andiamo a nord-ovest, verso i due Dakota. Questa é una vecchia strada di cemento a due corsie ...
Bello, no? Poche righe e si é già in viaggio ...
E' lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Pirsig, nella traduzione di Delfina Vezzoli.
Finisce la settimana lavorativa, se Dio vuole. La cosa mi fa piacere e mi fa ricordare il migliore - secondo me, é ovvio - finale di libro. E' quello dell'amico ritrovato di Fred Uhlmann. Una lista di nomi. E una grande emozione.
Però l'intervento odierno con cui il sottosegretario al turismo Stefani dichiara
"Ich liebe Deutschland", un linkino lo merita.
Era lo scorso settembre, il 28 per la precisione, e la
Frankfurter Allgemeine Zeitung, quotidiano tedesco piuttosto autorevole, incitava i suoi lettori a
spaghettizzarsi (spaghettisiert euch!). Sembrava la vittoria definitiva dello stile di vita italiano. Mai dire mai, però. In seguito alla gestione creativa del semestre europeo, Schröder oggi ha ritenuto opportuno annullare le vacanze in Italia. D'altronde si sa, commentava sconsolato in settembre l'opinionista della FAZ, gli italiani rispettano i tedeschi, ma non li amano, i tedeschi amano gli italiani, ma non li rispettano. Ma forse, grazie all'opera alacre dei ragazzi della Casa delle Libertà, le cose stanno cambiando. In peggio.
A due mesi dai 40 - ci sei proprio arrivato - le battute autoironiche ("sono un vecchietto, ormai") prendono una intonazione particolare. Qualcuno allora capisce e ti dice che è solo un numero. Fa piacere sentirlo, ma non è vero.
Stamattina, due mesi dopo l'apertura, il counter è arrivato a 3011. Per quanto bugiardo, non è solo un numero. E' la traccia del passaggio di persone reali, è la ragione d'essere di un blog. Grazie.
Per la cronaca le poche righe del mio del mio collegamento precedente, nemmeno tanto brillanti, han richiesto 8 minuti (!) di collegamento internet. Tanti. D'accordo che la tastiera era diversa, con la q al posto della a e viceversa, d'accordo che anche la situazione un po' anomala può aver causato qualche calo di concentrazione, d'accordo su tutto, ma la vedo sopratutto come una prova che scrivere (anche scrivere cose non tanto brillanti) é soprattutto una questione di allenamento.
E allora proviamo a togliere un po' di ruggine ...
Punto 1: la Corsica. E' bellissima. Sì, in certe zone si vede che stanno inseguendo un modello di turismo un po' artificiale, tipo certa Sardegna (anche se mi dicono che al sud la Sardegna é ancora molto naturale), ma il fascino é rimasto lo stesso. Il mare cristallino, le spiagge contornate da pinete, le montagne sullo sfondo che non capisci più dove sei. E poca pressione, spiaggie "plurali" con famiglie, giovani leoni e leonesse a riscuotere i crediti maturati in palestra, alcuni naturisti forse pagati dall'azienda di soggiorno per mantenere l'atmosfera "vecchia Corsica".
Punto 2: la Corsica. E' carissima. Una cosa impressionante. Alcuni esempi: 4 terrificanti gelati confezionati della Nestlé in spiaggia 11 euro (e che la barista sembrasse una Fanny Ardant giovane non mi pare una buona ragione), 4 pizze una bottiglia di acqua e una di rosé -oh, siamo in vacanza no? - 60 euro e così via. Ma dopo anni di spiagge altoadriatiche va bene anche così, la prossima volta casomai faremo un più attento financial planning.
Punto 3: letture. Ho sempre approfittato delle vacanze estive per leggere. Quest'anno, di due libri che avevo portato, ne ho letto uno (che anche la lettura sia una questione di allenamento?): l'uomo sentimentale di Marias. Ha richiesto un po' di impegno all'inizio, lo stile non é immediatissimo con periodi lunghi, "fluviali", ma mi é piaciuto tanto. Un piccolo gioiello che consiglio a tutti. La storia é quella di un cantante lirico in ascesa che torna a Madrid, sua città natale, benché totalmente estranea, dove ha un incontro fatale con Natalia, madrilena come lui, ma sposata ad un banchiere belga. Detta così non promette niente di buono, invece Marias ne fa un romanzo delizioso, avvicente e anche ironico, come quando per esempio si riflette sulle somiglianze fra il mestiere di cantante d'opera (particolarmente a rischio, vista la continua ricerca di innovazioni, l'equilibrio mentale degli interpreti wagneriani) e quello di rappresentante di commercio.
Scrivo dall'uffico postale di San Cipriano, una località poco a nord di Porto Vecchio con sapore ancora tutto sommato "vecchia Corsica". Altrove, penso soprattutto attorno a Santa Giulia, si avverte invece netta (a 11 anni dalla mie precedente vacanza qui) una tendenza briatoresca. Urco, la connessione sta già terminando ... vabbè, maggiori dettagli al rientro (domani).