La confessione di Buttiglione: «Ho molti amici omosessuali, nessuno mi ha mai fatto la corte»
Il blog è una cosa strana, ti fa entrare in contatto con vite che non avresti conosciuto, libri che non avresti letto, musiche che non avresti ascoltato, posti che non avresti immaginato. Deborah, per esempio, nel suo post dell'altro ieri ci porta a spasso per un pezzo di archeologia turistica* poco fuori San Francisco.
Venite anche voi?
* se esiste l'archeologia industriale, potrà ben esserci anche l'archeologia turistica, dico.
Non sono sulle tragedie dell'Estremo Oriente, né sul discorso insolitamente buonista di Silvio per la fiducia alla Camera, e nemmeno sul piano anti-rom del neoministro Maroni, le notizie più lette oggi sul sito del corriere.
Ma sono queste:
Sorprende, in particolare, la permanenza in classifica per il secondo giorno della tennista nuda (e a leggere i media sembrerebbe che in Spagna adesso si mettano tutte nude, tipo le svedesi di quand'ero adolescente), mentre Carlo e Camilla sono ormai una garanzia.
Il parere (di un lettore dilettante): pochi anni dopo aver raggiunto a piedi Parigi da Monaco di Baviera, fra la fine di novembre e la metà dicembre del 1974, l'autore riprende in mano il taccuino di quel viaggio e ne rimane “stranamente toccato”. Decide così di dare alle stampe questo libro. Il mito romantico del vagare a piedi si ferma alla motivazione: Herzog sente che, se farà questo viaggio, Lotte Eisner si alzerà dal letto dell'ospedale parigino dove giace in fin di vita. La cronaca è gotica, quella di un pellegrino che traversa lande battute da pioggia e neve, tra armenti infreddoliti, quando non moribondi, giacigli di fortuna, radi gesti di solidarietà, la solitudine come una belva appostata, dolore fisico, cacciatori e gendarmi sospettosi (in Francia evita di essere portato in caserma dopo che uno dei due poliziotti, che era stato all’Oktoberfest, scopre la sua provenienza). Nessuna ricerca letteraria, così sembra almeno al lettore dilettante, scarne note di viaggio inframmezzate ad alcune visioni. Un testo breve e, forse per questa ragione, paradossalmente monotono.
Voto: 6 e mezzo.
Frase: Poi neve, neve, neve acquosa, acqua e neve, io maledico la creazione. A che serve? Sono così fradicio che evito la gente attraversando la poltiglia dei campi, per non doverli guardare in faccia. Dei paesi mi vergogno. (pag. 32)
Detto che la scelta di Mara Carfagna come Ministro delle Pari Opportunità ha un suo fascino beffardo, risposta berlusconiana alla ministra della Difesa spagnola, aggiunto che dei componenti del nuovo governo avremo tempo cinque anni per parlarne, questo è il momento per ricordare due protagonisti dei vari totoministri, rivelatisi a loro riguardo più falsi di un exit poll: Lucio Stanca e Michela Vittoria Brambilla. Così va la vita.
Tanti sono passati dall'apertura del presente blog.
Un periodone. Nella vecchia Unione Sovietica segnava il ciclo di pianificazione fondamentale, nell'esperienza di tutti noi, credo, è la durata del periodo di formazione per eccellenza, e nella blogosfera c'è chi sceglie la scadenza dei cinque anni per chiudere.
Non è questo il caso, anche se il livello di entusiasmo non è più quello dei primissimi mesi. Si cambia sempre, del resto (per dire, quando rileggo i post scritti nei citati primissimi mesi, per alcuni devo resistere alla tentazione di cancellarli), si fanno sempre nuove esperienze, e di qualcuna se ne farebbe a meno. In questo, il mettere ordine imposto dalla scrittura in pensieri più o meno frivoli è un piccolo piacere e lo scambio di opinioni e sensazioni con chi legge una buona e piacevole compagnia.
Al prossimo post, allora.
Mai accorto prima dell'esistenza di Bugo, ma la sua "c'è crisi", quasi più recitata che cantata, m'è piaciuta dalla prima volta che l'ho ascoltata. E anche il video, con lui che fa le pulizie di una lavanderia a gettone*, non è male.
* non so se la citazione di Nick Kamen, che in una lavanderia Eighties rimaneva con solo i boxer, con soddisfazione delle clienti, sia voluta o no; in quella pulita da Bugo tira tutta un'altra aria.
Personalmente sono più a favore che contro (un argomento complesso, come quasi tutti del resto, ma se dovessi essere sintetico: sì, hanno fatto bene).
La questione è affrontata in modo parecchio articolato in un post di Mantellini con cui concordo in pieno.
In un post di mau ho trovato il link alla pagina in cui l'Enciclopedia Britannica offre un abbonamento annuale aggratis agli online publishers (fra cui sono esplicitamente citati i bloggers). Compilato il modulo di richiesta giovedì 24 aprile sul tardi, avran poi fatto le loro verifiche, nella mattinata di martedì 29 mi è arrivata la mail di approvazione.
Un ringraziamento a Britannica e, come si usa tra gentiluomini, un bell'applauso alla parola gratis.
In genere i nomi geografici sono associati, quando sono associati a qualcosa, a vini e cose mangerecce (es: "che dici, apriamo un bottiglia di Bordeaux?", "due etti di Gorgonzola, grazie", ecc.).
Ma ci sono le eccezioni. La cittadina di Rugby si è legata ad un certo sport e San Gallo è il capoluogo di un cantone svizzero, ma anche un tipo di pizzo. L'isola di Lesbo, invece, ha dato il nome a tendenze sessuali di nicchia.
E' andata così e gli isolani se ne sono fatti una qualche ragione. Tutti tranne due.
Layout base: Firda Beka
Distribuito da: Splinder
Foto di testa: caporaleReyes